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RIVISTA GAY/ È più pericoloso papa Francesco in copertina o il nostro narcisismo?

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La copertina di dicembre di Advocate (foto: www.advocate.com)  La copertina di dicembre di Advocate (foto: www.advocate.com)

Quando qualche mese fa scrissi un articolo sull'omosessualità, che aveva come unico scopo quello di incontrare le persone non in forza dell'aggettivo che esibiscono, omosessuale, ma del sostantivo che sono, uomini, si scatenò un putiferio. Eppure noi siamo al mondo non per puntellare, per isolare, per contingentare: noi siamo al mondo per donarci. E come Gesù non ha fatto il sindacalista con noi − almeno con me − donandosi quando ancora eravamo peccatori, ossia quando ancora non avevamo alcun affetto per Lui, così anche noi siamo chiamati a donare noi stessi come Francesco, senza porre condizioni previe.

Io non so perché l'Advocate abbia messo Bergoglio in prima pagina: so quello che dicono loro, ma credo che non sia tutto; infatti essi guardavano a Pietro, alla Chiesa, e aspettavano da tempo soltanto un cenno di misericordia. Dietro l'Advocate si nascondono i cattivi? Può darsi. Ma è gente che aspetta quello che aspetto io, quello che aspetti tu. Avranno i soldi, saranno una lobby, forse ci odieranno pure (a noi cristiani), ma mi domando: e allora? È questo un motivo per non amarli, per non lodare Dio della loro esistenza, per non ringraziare il Signore di averceli messi così, nudi e feriti come noi, sul cammino della nostra vita?

Cari amici, non è che a furia di fare i cattolici ci stiamo dimenticando di essere cristiani? Non è che sappiamo a memoria tanti discorsi e tante dottrine, tanti commi e tante regolette, e non sappiamo più perdonare, stare in silenzio, accogliere, rimediare alle discordie fra noi, impegnarci in prima persona? Serve a qualcosa, come leggiamo regolarmente su internet, creare il mondo del "noi" e del "loro"? Non sono forse "loro" poveretti come "noi"?

Io per la mia vita avverto l'urgenza estrema di fare un cammino, un cammino umano che mi porti a essere lieto di festeggiare il compleanno con quattro barboni. Infatti non siamo noi i giudici del tempo. È il tempo che giudica tutto. Come avvenne con Gesù, che trovò molti simpatizzanti, ma pochi disposti davvero a seguirlo, così avverrà anche a noi, attratti da Francesco fino ad un certo punto o "da un certo punto in poi".

Il giorno della verità arriva per tutti e se ora usano il nome del Papa per scacciare i demoni dalla loro vita anche noi – con Cristo – dobbiamo avere l'umiltà di ammettere che "chi non è contro di noi è con noi". Nessuno può usare il nome di Francesco e poi far finta di niente. Ma questo, questa semplice considerazione, non è affar nostro.


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COMMENTI
19/12/2013 - boh! (Alberto Speroni)

"Avranno i soldi, saranno una lobby, forse ci odieranno pure (a noi cristiani), ma mi domando: e allora? È questo un motivo per non amarli, per non lodare Dio della loro esistenza, per non ringraziare il Signore di averceli messi così, nudi e feriti come noi, sul cammino della nostra vita?." Obama! ecco uno che li ama senz'altro più di me!...e sta facendo scuola! sig! PS. a che pro, mi chiedo allora, sbattersi rischiando di persona per contrastare il loro potere sempre più dittatoriale?

 
19/12/2013 - Grazie (Salvatore Antonio Sagliano)

Articolo da stampare e appendere in camera. Molti cristiani di oggi, piuttosto che testimoni, diventano complici degli stessi mali del mondo, nell'assoluta illusione di fare del bene. Siamo i primi colpevoli, se manca la vera testimonianza.