BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

RIVISTA GAY/ È più pericoloso papa Francesco in copertina o il nostro narcisismo?

La rivista statunitense "The Advocate", dichiaratamente pro-gay, ha messo papa Francesco in copertina. Molti cattolici sono insorti. Il papa è "cosa loro"? FEDERICO PICHETTO

La copertina di dicembre di Advocate (foto: www.advocate.com)La copertina di dicembre di Advocate (foto: www.advocate.com)

Il Papa è diventato l'uomo dell'anno per due importanti periodici americani, il Time e la rivista dichiaratamente pro-gay The Advocate. Nel secondo caso, ma anche un po' nel primo, non si sono fatte attendere le polemiche: dalle accuse di manipolazione e strumentalizzazione delle parole del Pontefice alle violenti reazioni di chi "ama" Francesco e disprezza la sua "arretrata" Chiesa. Nel frattempo, mentre infuria la battaglia, il Pontefice tace e – come sempre – non entra in simili dibattiti.

Domandiamoci, allora, come mai il Vescovo di San Francisco si senta in dovere di puntellare le parole del Papa e di stigmatizzare l'Advocate come rivista provocatoria e manipolatrice e il diretto interessato, il Vescovo di Roma, se ne stia zitto e non intervenga a precisare e a tenere il punto.

Francesco l'altro giorno ha festeggiato il proprio compleanno con i dipendenti della Casa Santa Marta e quattro clochard. Ammettiamolo: chi tra di noi vorrebbe un compleanno così? Va bene l'immagine, va bene il ruolo sociale e civile, ma il compleanno è il compleanno, Natale è Natale e il riposo è riposo. Ognuno, ad un certo punto, sente il bisogno di uno spazio proprio, uno spazio dove essere finalmente "Io". Forse sta proprio qui il segreto di Francesco: egli non ha bisogno di tutto questo, non ha bisogno di momenti che soddisfino la propria dimensione affettiva, egli – infatti – si sente amato da Cristo ed è sazio, tutto pieno, di questo amore. Al punto che, quasi inaspettatamente, l'unico spazio di cui sente davvero sempre il bisogno Francesco è quello del "dono".

Non così siamo noi, la Chiesa che egli guida. Noi abbiamo sempre bisogno di altri spazi, spazi dove riaffermare noi stessi, spazi dove mettere i puntini sulle i, spazi dove ognuno possa – almeno per qualche ora – calare la maschera e godersi la vita. Perché l'altra vita, quella che indossiamo tutti i giorni e che noi abbiamo l'ardire di definire "cristiana", è solo una finta, un lavoro, un impegno gravoso da sostenere più o meno continuativamente a seconda degli obblighi, degli uffici e – molto più spesso – della nostra compagnia. Di fronte all'Advocate noi ci sentiamo in dovere di intervenire, di precisare, di difendere, mentre il Papa sente solo il bisogno di donarsi.

È questa la differenza tra noi e lui, è questo ciò che ci fa vedere quei famosi "principi non negoziabili" del Grande Benedetto come le trincee di una guerra e non come il frutto più grande della festa che Cristo è venuto a portare all'uomo. Bergoglio è un uomo in festa, in festa perché amato da Cristo. Egli festeggia la vita, festeggia la famiglia, festeggia l'educazione che ogni giorno riceve da Cristo. E lo fa donandosi.


COMMENTI
19/12/2013 - boh! (Alberto Speroni)

"Avranno i soldi, saranno una lobby, forse ci odieranno pure (a noi cristiani), ma mi domando: e allora? È questo un motivo per non amarli, per non lodare Dio della loro esistenza, per non ringraziare il Signore di averceli messi così, nudi e feriti come noi, sul cammino della nostra vita?." Obama! ecco uno che li ama senz'altro più di me!...e sta facendo scuola! sig! PS. a che pro, mi chiedo allora, sbattersi rischiando di persona per contrastare il loro potere sempre più dittatoriale?

 
19/12/2013 - Grazie (Salvatore Antonio Sagliano)

Articolo da stampare e appendere in camera. Molti cristiani di oggi, piuttosto che testimoni, diventano complici degli stessi mali del mondo, nell'assoluta illusione di fare del bene. Siamo i primi colpevoli, se manca la vera testimonianza.