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CASO GAGLIANO/ Manconi: il vero "attentato" alla sicurezza sono le nostre carceri

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Assolutamente sì. Tutti (ma proprio tutti) i dati statistici dicono che il numero delle evasioni dal carcere, il numero delle evasioni dai benefici (permessi premio, ndr) e il numero dei reati commessi durante il godimento di quegli stessi benefici è bassissimo. Siamo in una fascia, che per quanto riguarda i reati commessi contro le disposizioni che limitano la libertà di movimento nell’esecuzione domiciliare, sotto all’1%. Ripeto, tutti i dati vanno in questa direzione e dicono inoltre che la pena scontata al proprio domicilio ha un effetto educativo estremamente forte. 

 

E' sorpreso di quanto accaduto?

No. Ormai ogni volta che ci sono provvedimenti che intervengono sul carcere, quando accadono due o tre episodi del genere, immediatamente c’è una strumentalizzazione indecente di questi fatti di cronaca per criticare le scelte che vanno nella direzione della riduzione delle pene…

 

Secondo lei c’è un'opposizione mediatica ai provvedimenti di clemenza e potenziamento delle pene alternative che Giorgio Napolitano continua a chiedere al Parlamento?

Lo ritengo più un riflesso condizionato. Certo, da parte di qualche giornale particolarmente reazionario c’è la volontà di utilizzare questi eventi, mentre per quanto riguarda la grande parte dei media c’è semplicemente quel che le dicevo.

 

E l’umore della popolazione?

Ovviamente risente di questo riflesso; stiamo parlando di misure, scelte e opzioni destinate fatalmente a non godere di larga popolarità. La politica deve saperlo e affrontarlo.

 

Cerchiamo di collegare questo discorso con quando accaduto a Serle, dove un uomo, Mirko Franzoni, ha trovato in casa un ladro albanese e in seguito a una colluttazione lo ha ucciso.

Secondo me non si tratta di cose agevolmente collegabili. In questo caso particolare abbiamo una vicenda tragica.

 

La Lega si è sempre molto battuta per la legittima difesa.

C’è una norma voluta dal ministro Roberto Castelli che rende più agevole il ricorso all’uso alla armi nel caso ci sia un'effrazione e un ingresso nel proprio domicilio. Si tratta di situazioni tragiche sulle quali non è facile discernere le responsabilità, le ragioni e i torti. Ripeto, è una tragedia: è una tragedia che un uomo abbia subito un’invasione del proprio domicilio, che la persona responsabile sia morta che il padrone di casa lo abbia ucciso. 

 

Il paese, Serle, si è schierato dalla parte di Franzoni.

La cosa più oscena che si possa fare in questo momento è trasformare il signore in questione in un eroe, nel rappresentante della strategia del farsi giustizia da sé nel simbolo dell’autodifesa. È un uomo sfortunato che si è trovato in una condizione che ha portato alla morte di un altro uomo. Non vi è nulla di eroico nel suo gesto. Ora bisogna preoccuparsi di lui, del suo stato psicologico, delle sue reazioni... non certo farne – e lo ribadisco – un eroe.

 

Tornando alle evasioni, il braccialetto elettronico potrebbe essere un buon deterrente?