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Cronaca

CARRON/ La lezione di Papa Francesco sul senso del Natale

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Se noi lasciamo entrare questa potenza di Dio, la nostra vita, come quella di Zaccaria, si riempirà di gioia: «Avrai gioia e esultanza». Che non è solo per noi; è data a noi anche per gli altri: «Molti si rallegreranno della sua nascita». E questa gioia dimostra chi è Dio, chi è all’opera in mezzo a noi. Giovanni «sarà colmato di Spirito Santo» e comincerà a cambiare quello che tocca.

In questo modo la liturgia della Chiesa ci introduce a guardare un’altra donna, questa volta vergine, di nome Maria, alla quale è accaduto qualcosa di non meno misterioso che alle due donne sterili: l’avvenimento dell’Incarnazione per opera dello Spirito Santo, a cui Maria semplicemente ha acconsentito, dicendo di sì. Col Natale il Signore ci porta questo lieto annuncio. Accoglierlo dipende da ciascuno di noi, dalla nostra disponibilità semplice a lasciarci sorprendere da Lui, che con la Sua iniziativa ci raggiunge costantemente qui e ora, «in questo mondo reale».

Se lo domandiamo e ci rendiamo disponibili a quello che il Signore sta per fare in mezzo a noi col Natale, tanti intorno a noi si rallegreranno della “nostra” rinascita. Solo questa novità potrà convincere ogni uomo della credibilità dell’annuncio cristiano che lo ha raggiunto. Basta pensare a quanti uomini di ogni cultura si rallegrano oggi, fino a sentirsi sfidati come mai, dell’esistenza di uno come papa Francesco, nel quale il Mistero ha trovato questa disponibilità del cuore.

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COMMENTI
03/01/2014 - tanti (luisella martin)

Commoventi le parole del Papa, quelle di Carron e del commento di Luigi. Il messaggio passa, vivo, ripetuto, sempre nuovo,nei nostri cuori e da lì sulle labbra, fra le mani di noi, tanti nel mondo ...

 
23/12/2013 - Un po' di gioia (Luigi PATRINI)

Che grande realismo ho trovato in una preghiera della liturgia di questi giorni in cui il sacerdote, rivolgendosi a Dio, chiede “nella tristezza dei tempi presenti, donaci un po’ di gioia”. Mi ha commosso e turbato: che strano in un mondo pieno di “tristezza”, sentire questa invocazione! “Donaci un po’ di gioia”: non “tanta”, Signore; ma almeno “un po’”, almeno un po’, donacela Signore! Donaci una gioia, Signore, che non sia frutto di un nostro sforzo titanico, che non sia effetto di una …”sniffata”, che non assomigli alla triste baldanza dell’ubriaco. Da dove può nascere una gioia autentica, una gioia che non deluda, che non ci lasci con le mani vuote e la bocca amara? Una gioia così nasce solo dalla speranza, da quella speranza che, a sua volta, è generata da un incontro che cambia la vita; Papa Francesco ha spiegato con un bellissimo paragone questo cambiamento: la speranza trasforma in profondità - ha detto - come una donna incinta, che è sempre una donna, ma è come se si trasformasse, perché diventa mamma. La gestante vive nell’attesa di un compimento che si realizza giorno per giorno, che avviene nel tempo e nel nascondimento. Il Natale ci fa memoria che il Tempo del compimento è iniziato, la “gestazione” è ormai avviata: è solo da questa certezza che può scaturire quel “po’ di gioia” che chiediamo al Signore, quel po’ di gioia che è anticipo e garanzia della gioia immensa ed inesauribile che quanto prima si manifesterà per chi la attende con Speranza sincera.