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CENONE DI NATALE/ Dall'evento formale a quello informale, i consigli sulle pietanze da portare in tavola

Il pesce è un cult della cena della vigilia natalizia. Una tradizione meridionale in cui dare sfogo alla propria fantasia. Attenzione però a distinguere l'evento formale da quello informale

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Ormai ci siamo, manca solamente un giorno per il via alle danze della cena di Natale. La veglia fino all’arrivo dei doni è un’usanza tipicamente meridionale, i vostri ospiti si godranno le pietanze che avete preparato fino alla mezzanotte che decreterà un nuovo giorno di Natale. Se la lista degli invitati è già stata stilata, potrebbero rimanere ancora dei dubbi sui piatti che sottoporrete al palato degli invitati. In primo luogo, bisogna distinguere di che tipo di cena si tratta, se formale o informale. In entrambi i casi dovrete rivolgere la vostra attenzione all’apparecchiatura della tavola: a sinistra dei tre piatti, disposti uno sopra l’altro (rispettivamente per antipasti, primo e secondo), due forchette, a destra due coltelli e un cucchiaio. In orizzontale, le posate da frutta e dessert (cucchiaio, forchetta e coltello), e un po’ spostati verso destra i bicchieri: il più grande da acqua e, alla sua destra, quello più piccolo da vino; in caso di apparecchiatura formale ne è richiesto un terzo, soprattutto se si serve del pesce. Attenzione ai posacenere: non si portano mai in tavola all’inizio del pasto ma si offrono agli eventuali fumatori al momento del dessert. Passiamo alle pietanze ora. Nel caso di una cena formale potrete dilettarvi in piatti a base di pesce, andate a colpo sicuro, anche se forse sarebbe il caso di chiedere agli inviati se le prelibatezze marine sono di loro gradimento. Come antipasto, consigliamo crudità di mare che variano dall’ostrica cruda alla capasanta gratinata, dal salmone al pescespada, dagli scampi ai gamberoni. Il primo piatto potrebbe essere uno spaghetto al sugo di cozze, mentre come secondo consigliamo dei calamari ripieni di verdure o un’orata al forno. Un buon vino bianco non potrà sicuramente mancare all’appello. Nel caso si tratti di una cena informale con amici e familiari, potete sbizzarrirvi in qualcosa di meno classico. Come antipasto rimane un cult il salmone, con le tartine e il burro, e il carpaccio di polipo accompagnato con dei pomodori freschi tagliati a fette. L’idea per una prima portata potrebbe essere una pasta condita con vongole, arselle e cozze, olio e un pizzico di prezzemolo: la semplicità a portata di tutti che non delude mai. Come secondo sbizzarritevi con degli spiedini in cui si alternano pezzi di verdure grigliate e vari tipi di pesce (tonno e spada ad esempio). Il dolce, in entrambi i casi (cena formale o informale), potrebbe essere il tiramisù, oltre che ai classici pandori e panettoni. E' curioso poi andare a vedere quanto emerso da un recente studio promosso da “Polli Cooking Lab”, l’Osservatorio internazionale sulle tendenze alimentari dell’omonima azienda toscana, condotto attraverso interviste a 140 esperti tra chef, foodblogger e nutrizionisti per approfondire quale sarà la tendenza natalizia del 2013 a tavola. Complici la crisi e la voglia di ritrovarsi insieme in famiglia, per oltre 8 esperti su 10 tra foodblogger, chef stellati e nutrizionisti (82%) le classiche ricette della tradizione regionale e prodotti made in Italy battono la cucina etnica e la voglia di sperimentare gusti nuovi. Ecco i motivi: da una parte sono rassicuranti (44%), trasmettono convivialità (31%) e permettono di risparmiare senza trascurare la qualità (38%). Gli ingredienti più "di moda" sono baccalà (71%), lenticchie (65%), carciofi (58%), tortelli (44%), capitone (41%), sottoli (38%), giustamente combinati, danno vita a piatti semplici ma nutrienti. Inoltre, secondo oltre la metà degli esperti (52%) occorre servire le pietanze in singole porzioni, proprio come al ristorante. “La monoporzione rende tutto molto più scenografico – afferma la foodblogger Chiara Maci - il piatto singolo è diventato di tendenza soprattutto negli ultimi anni; mentre in passato si usava il famoso arrosto, il vassoio di purè abbondante, ora va di moda il tortino, l’involtino. Una cosa tipica da ristorante, diventata molto casalinga. Perché la cucina oggi è contraddistinta da convivialità differente, con una cura diversa anche nell’allestimento. Si va molto più nell’essenziale, trascurando tutto ciò che è molto pomposo; come colori si punta sul provenzale, lo shabby, un bianco proposto insieme al rosso. Argento ed oro sono sempre colori classici”.

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