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LA STORIA/ "Grazie a mio zio Darwin ho riscoperto la fede cattolica"

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Questa domanda mi fa sorridere. Qualcuno su Twitter ha detto: "Una discendente di Darwin è una cattolica impegnata. E questa è una prova della teoria dell'evoluzione!"

 

Divertente, no?

E' un'idea divertente, ma io non mi vedo così. Penso di aver ereditato dai miei avi un certo dono di famiglia nel mettere in discussione lo status quo, nel mantenere una mentalità aperta, nel cercare la verità, con una costante curiosità.

 

Un'eredità preziosa quella che ti hanno lasciato.

La mia capacità di porre domande e cercare risposte nella realtà che ho di fronte non è migliore o peggiore di quella di Darwin. La natura umana rimane grosso modo la stessa da generazione a generazione. Quello che amo nel cattolicesimo è che riconosce che la natura umana sarà sempre quella che è. Sono molto diffidente di fronte all'idea che gli uomini possano raggiungere "l'utopia" o "il vertice" solo attraverso la ragione.

 

Come hai risposto a quelli che, dopo la tua conversione, hanno detto "peccato, era una ragazza così intelligente"?

Sì, ho sentito un mio amico dire qualcosa di simile. Mi rattrista che persone che si definiscono "progressiste" possano denigrare una persona per il suo credo religioso. E' prova di una mancanza di tolleranza che contraddice il definirsi "progressisti". Un vero progressista non offenderebbe la dignità o l'intelligenza di una persona su questioni di coscienza.

 

Come vive, in terra anglicana, una cattolica di recente conversione?

 Ho pensato a questo guardando una serie tv popolare qui in Gran Bretagna, Downton Abbey. Uno dei protagonisti è un cattolico entrato, per via del matrimonio, in un’aristocratica famiglia anglicana. Il capo famiglia dice: "Sembra che ci sia sempre qualcosa di straniero quando ci sono di mezzo i cattolici". Storicamente i cattolici sono sempre stati considerati degli estranei nel Regno Unito.

 

Provi la stessa sensazione?

Anch'io ho riscontrato questo atteggiamento, un latente anticattolicesimo nella cultura inglese, in modo particolare tra gli intellettuali e nell'aristocrazia. Questo non mi preoccupa: posso sorridere di fronte a un atteggiamento simile, dato che conosco la storia della Riforma e so che San Tommaso Moro aveva ragione nei confronti di Enrico VIII e della Chiesa di Inghilterra.

 

Ci sono anche difficoltà pratiche?

La situazione qui non è un granchè per i cattolici, per esempio non vi sono sufficienti accantonamenti per l'educazione cattolica e, inoltre, vi è una profonda crisi di vocazioni sacerdotali.

 

Hai iniziato a scrivere per settimanali cattolici e stai attuando un'opera di "divulgazione apologetica" online: perché?

 Accanto al mio lavoro accademico, collaboro come freelance a diverse pubblicazioni nel Regno Unito e, dato il mio interesse per le tematiche cattoliche, è logico il mio desiderio di scrivere anche per la stampa cattolica.

 

Di cosa ti stai occupando in particolare?


COMMENTI
27/12/2013 - Darwin e la fede (Pierluigi Assogna)

Come ho già scritto in due miei articoli del 2009 su Il Sussidiario (The problem of the coexistence of God and natural evil 1 & 2), l'evoluzionismo ci può dare una interpretazione razionale e rispettosa della dignità del rapporto di Amore tra Dio e l'Umanità, in relazione all'apparente "insensibilità" di Dio di fronte a malattie, malformazioni e catastrofi naturali. Una chiave di lettura basata sulla meravigliosa complessità e libertà dell'Uomo e della intera Creazione. Questa interpretazione controbatte razionalmente il dilemma Dio-male, tipica arma polemica di atei ed agnostici nei confronti dei credenti.