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LA STORIA/ "Grazie a mio zio Darwin ho riscoperto la fede cattolica"

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In questo periodo scrivo soprattutto recensioni, di libri, teatro, arte. La cultura è importante e deve essere difesa: la società si costruisce attraverso la cultura. Sono cresciuta credendo nell'educazione per l'educazione, nell'arte per l'arte, e questa era l'idea di un mio pro-pro zio famoso.

 

Di chi si tratta?

Dell'economista John Maynard Keynes, che ha fondato il British Council. Ai nostri giorni però il principio economico ha occupato ogni cosa: arte, educazione, vita. Ora, arte, educazione e la stessa vita devono tutte servire uno scopo economico. Così, penso di avere una missione, quella di evangelizzare attraverso la cultura, di sostenere una tesi per se stessa, si tratti di arte, educazione o della vita.

 

Un compito oggi non facile, specialmente in Europa…

L'Europa occidentale sta perdendo di vista le sue radici cristiane. Gli ideali di libertà e di giustizia sono arrivati in Europa attraverso il cristianesimo; pertanto occorre che vi siano scrittori e intellettuali che ricordino ai governi che, come società, dimenticarsi delle proprie radici rappresenta un grave pericolo ed è molto rischioso. In un'Europa che diventa secolarizzata, i cristiani devono lottare per conservare il loro spazio pubblico.

 

Che difficoltà incontri nel tuo lavoro? 

Personalmente ho trovato difficile parlare di cristianesimo a questa cultura secolarizzata, di cattolicesimo in particolare, perché l'ideologia dominante è ostile in partenza e le piace descrivere i cristiani in modo negativo. I cristiani devono, dunque, essere rieducati a parlare a partire da questa situazione. Per questo ho deciso di collaborare con l'organizzazione Catholic Voices, fondata per spiegare e difendere la Chiesa cattolica in pubblico.

 

La tua sembra una specie di vocazione molto particolare. Non è così? 

In un certo senso, facendo quello che faccio mi sento come se andassi in battaglia. E' una battaglia per una cultura della vita contro una cultura della morte; è anche una battaglia per proteggere le libertà civili contro i terroristi, contro ideologie politiche distruttive, e contro la jihad islamica. Parte di questa battaglia è ricordare a atei e secolarizzati la forza della religione, specialmente del cristianesimo.

 

Non pensi che chi leggerà lintervista possa pensare che sei un’invasata?

Non penso che sia drammatico o eccessivo metterla in questo modo, come uno "scontro di civiltà". Siamo in guerra. E' in gioco la dignità della persona umana. E' in gioco la libertà di coscienza. Scrittori e intellettuali hanno il dovere di levarsi in piedi e dire questo. E io ho sempre sentito questo senso del dovere molto intensamente.

 

(Maddalena Boschetto) 

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COMMENTI
27/12/2013 - Darwin e la fede (Pierluigi Assogna)

Come ho già scritto in due miei articoli del 2009 su Il Sussidiario (The problem of the coexistence of God and natural evil 1 & 2), l'evoluzionismo ci può dare una interpretazione razionale e rispettosa della dignità del rapporto di Amore tra Dio e l'Umanità, in relazione all'apparente "insensibilità" di Dio di fronte a malattie, malformazioni e catastrofi naturali. Una chiave di lettura basata sulla meravigliosa complessità e libertà dell'Uomo e della intera Creazione. Questa interpretazione controbatte razionalmente il dilemma Dio-male, tipica arma polemica di atei ed agnostici nei confronti dei credenti.