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STAMINA/ Caterina: ecco perché ho deciso di vivere anche se so che non guarirò

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Caterina Simonsen (Immagine d'archivio)  Caterina Simonsen (Immagine d'archivio)

Purtroppo sì e dipende tutto dall'ignoranza. Quello che sta alla base di tutto quando arriva una malattia è la disperazione. Chi ha una formazione anche solo a livello scolastico sa giudicare cosa è attendibile e cosa non lo è. La scuola italiana insegna molto bene, ma chiede pochissimo impegno. Avere un 6 è troppo facile rispetto a quello che invece ti insegnano. Il problema di base è quello, finisci la scuola e se chiedi cos'hai imparato in cinque anni non ti sanno rispondere. Se avessero invece studiato quei due anni di scienza saprebbero che ci sono degli iter, c'è la medicina tradizionale. Se quella alternativa non è riconosciuta ci sarà un motivo, bisognerebbe saperlo.

 

Abbiamo visto come i giudici hanno ribaltato la decisione del ministero sul metodo Stamina. Anche i giudici abusano di questa situazione?

A un giudice non puoi chiedere che si intenda di scienza, ancor di più di una scienza nuova. Loro vedono solo la sofferenza e agiscono di pancia, così come i genitori agiscono di pancia per la disperazione. Se dici no a un genitore, questi vanno in crisi e allora il giudice dice: vabbè, se vuoi ucciderti fai pure.

 

Ma secondo te in casi come i tuoi non è giusto cercare tutte le strade possibili?

Quelle dimostratesi efficaci sì. In Cina credono che bevendo la bile di orso si guarisca da un sacco di cose ma io la bile di orso non la bevo, neanche se so che ho due giorni di vita. Senza nessuna prova scientifica come anche il metodo Stamina io non ci sto. Dicono che i cinesi vivono un sacco di tempo in più grazie alla bile di orso, ma i veri motivi sono altri.  

 

Dunque tu hai fiducia nella medicina tradizionale, è così?

Ho un ottimo rapporto con il mio medico curante, mi fido di lei. Quando devo andare in ospedale perché sono più morta che viva, ci sono dei problemi: spesso non c'è una camera a disposizione perché io ho bisogno di stare in isolamento e spesso non è facile che si trovi il dottore giusto. Ma ho fiducia nella medicina.

 

Dove trovi la speranza per vivere così serenamente la tua situazione?

Vivo giorno dopo giorno. So che devo fare le mie terapie, devo seguire i protocolli che mi danno. Mi fido di quello che mi dicono i dottori, fino ad adesso ha funzionato. E soprattutto io non posso mollare.

 

Perché?

Per i miei genitori e per la mia famiglia. Una volta ho mollato, è successo quando avevo 15 anni. Mi hanno presa per i capelli, mi sono svegliata e ho visto la faccia disperata dei miei genitori e ho detto ok: mai più. 

 

Cosa era successo?



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COMMENTI
28/12/2013 - Caterina (Paolo Bini)

Cara Caterina, al tuo coraggio non servono parole banali; dici di non credere in Dio, ma permettici di pregare per te, per la salvezza della tua anima (e il centuplo quaggiù, che già hai iniziato a sperimentare e a sorprenderti per esso: cosa pensi che sia il fatto che tutti ti vogliono beme? è "un di più di vita" che ti è donato!); un abbraccio (ti voglio bene anch'io). Paolo