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STAMINA/ Caterina: ecco perché ho deciso di vivere anche se so che non guarirò

Caterina Simonsen (Immagine d'archivio) Caterina Simonsen (Immagine d'archivio)

Era successo che mi faceva malissimo quando respiravo, invece se non respiravo non sentivo dolore. Così ho deciso di smettere di respirare. Mi sono addormentata senza accorgermi che non respiravo mentre dormivo. Ho chiuso gli occhi, è stata una decisione mia, non credevo che fosse così facile morire. 

 

Invece hai deciso di vivere.

Dopo quella volta ho capito che non posso mollare, mi sento responsabile di quello che sono. Fino a quando avrò forze, fino a che posso decidere io, io combatto.

 

Siamo quasi a Natale: che cosa speri?

Spero di non prendermi l'influenza, non posso fare i vaccini e quindi se avete il raffreddore non venite a salutarmi (ride, ndr).

 

Ti dà fastidio sentirti dire che il tuo impegno è da esempio per gli altri?

Molti mi scrivono che do loro tanta forza, parlo con persone con malattie simili alle mie, spesso mamme mi scrivono che io do forza ai loro figli malati, mi dicono di non mollare. Qualcosa di buono forse lo sto facendo.

 

Anche nella sofferenza può esserci qualcosa di buono.

Mi rendo conto che nulla è scontato. Nessuno è obbligato a venirmi a trovare, sono tutte cose che fanno perché ci tengono a te, però dopo 25 anni che stai sempre peggio ti chiedi: ma cosa serve essere così gentile? Sono io che lo sono o sono loro che sono troppo gentili? Perché mi vogliono bene, perché non mi lasciano sola?

 

Sta di fatto che tu a differenza di quelli che ti insultano fai vedere qualcosa di bello, di positivo.

Io dico soltanto che quello che non è scientificamente provato è come la bile di orso. Anche il metodo Stamina, se ha funzionato in qualche caso, funziona in quel caso lì, nessuno ha dimostrato che è valido per tutti e continua a non essere convalidato perché non segue il metodo scientifico. Una decina di anni fa una mamma aveva un figlio malato e decise di curarlo con i metodi naturali perché peggiorava, ma poi il figlio è morto. La madre ha fatto la causa allo stregone di turno e ha vinto la causa ma intanto il bambino non c'è più. Dei problemi che sono sorti prima che ci fosse il boom mediatico di Stamina non ne parla nessuno, eppure ci sono.  

 

Come guardi al tuo domani?

Io so che non guarirò, la medicina per me non può far nulla, sono destinata a morire. Ma fra qualche anno, magari dieci, il mio caso sarà un esempio scientifico che servirà a trovare le cure giuste. Per le distrofie adesso non esiste una cura ma c'è una ricerca in atto, mi dispiace se deve morire tuo figlio, ma l'esperienza scientifica acquisita grazie a tuo figlio porterà alle cure giuste. Questa malattia un giorno non esisterà più. Non solo, sapremo anche come potrà essere evitata.



(Paolo Vites) 

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COMMENTI
28/12/2013 - Caterina (Paolo Bini)

Cara Caterina, al tuo coraggio non servono parole banali; dici di non credere in Dio, ma permettici di pregare per te, per la salvezza della tua anima (e il centuplo quaggiù, che già hai iniziato a sperimentare e a sorprenderti per esso: cosa pensi che sia il fatto che tutti ti vogliono beme? è "un di più di vita" che ti è donato!); un abbraccio (ti voglio bene anch'io). Paolo