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STAMINA/ Caterina: ecco perché ho deciso di vivere anche se so che non guarirò

Pubblicazione:venerdì 27 dicembre 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 27 dicembre 2013, 13.52

Caterina Simonsen (Immagine d'archivio) Caterina Simonsen (Immagine d'archivio)

"Aspetta un momento che cambio maschera, se no non riesco a parlare, continua ad aumentare la pressione e diventa impossibile": Caterina Simonsen è una bella ragazza, giovane, ha solo 25 anni. Mentre si sta cambiando la mascherina che le permette di vivere, si sentono i bip dei macchinari che la sostengono. Nelle foto ha sempre un gran sorriso stampato sul viso. Quando parla però si sente tutta la fatica che fa a pronunciare ogni singola parola, eppure non si ferma. Nel 2009 le è stata diagnosticata una malattia generica rara (sono una delle pochissime persone mondo ad averla, dice): deficit di alfa-1 antitripsina. Una malattia che prende al fegato e ai polmoni: deve stare quasi costantemente in isolamento perché qualunque virus potrebbe costarle la vita. Quando le chiedi cosa spera dal Natale imminente risponde ridendo:  spero di non prendermi il raffreddore. Oggi Caterina è al centro degli attacchi, anche i più vergognosi (c'è chi le ha augurato di morire) per le sue critiche a metodi come quello Stamina, oppure per aver osato dire che la ricerca sugli animali è necessaria per migliorare le conoscenze scientifiche. La sua vita, in fondo, e quella di tanti malati come lei, proabilmente vale più di quella di un topo, ma in molti non la pensano così. In tutto questo Caterina non è da sola: "Non sono credente" dice a ilsussidiario.net "ma mi domando come mai tanta gente mi voglia bene. Non sono sola, so di essere voluta bene, e mi domando perché".

 

C'è chi ti ha augurato di morire perché hai criticato certi animalisti o il metodo Stamina. 

Gli estremisti ci sono sempre stati nella storia, è normale che succeda. Sono molto amica di Giulia Corsini (consigliere di Pro-Test Italia, associazione non-profit che si occupa di corretta informazione scientifica sull’impiego degli animali a fini sperimentali, anche lei attaccata dagli animalisti mesi fa e definita da alcuni di loro "assassina", ndr) la quale mi aveva detto di pensarci bene a fare il video che ho fatto. Mi aspettavo un certo tipo di risposte, ma non quelle che hai ricordato tu. Ho dovuto fare un altro video, in risposta a queste persone, in cui dicevo come ci siano persone che parlano senza sapere chi hanno davanti.

 

Cioè?

Io amo gli animali, sono vegetariana, ho tre cani, studio veterinaria, vado nei canili più di quanto ci vadano loro. Purtroppo è troppo facile parlare quando non si conosce chi c'è dall'altra parte. Io ho deciso di muovermi dicendo certe cose pubblicamente perché altri si impegnino maggiormente nella ricerca, perché chi è malato non si vergogni di esserlo. Ho fatto quello che ho fatto consapevole di quello che facevo.

 

Invece ti sei beccata insulti pesanti.

Si tratta di ignoranza, nessuno di loro ha risposto al mio video. Quelli di quel gruppo di facebook che mi accusavano hanno cancellato tutti i commenti. 

 

Secondo te quando si tratta di malattie come la tua, c'è chi abusa della speranza delle persone?


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COMMENTI
28/12/2013 - Caterina (Paolo Bini)

Cara Caterina, al tuo coraggio non servono parole banali; dici di non credere in Dio, ma permettici di pregare per te, per la salvezza della tua anima (e il centuplo quaggiù, che già hai iniziato a sperimentare e a sorprenderti per esso: cosa pensi che sia il fatto che tutti ti vogliono beme? è "un di più di vita" che ti è donato!); un abbraccio (ti voglio bene anch'io). Paolo