BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SHALABAYEVA LIBERA/ Colpo di scena nella (brutta) telenovela all'italiana

Pubblicazione:

Alma Shalabayeva (Infophoto)  Alma Shalabayeva (Infophoto)

“La riconquista della libertà di movimento della signora (Shalabayeva. Ndr) chiude un cerchio aperto con il provvedimento di revoca dell’espulsione del 12 luglio”, ha aggiunto Emma Bonino non esitando poi a sottolineare che, non appena lo scorso 31 maggio si era diffusa la notizia del rimpatrio forzato della donna, il suo ministero aveva “messo in atto tutte le possibilità che le convenzioni internazionali prevedono” tra l’altro mandando “a raccogliere la firma in modo che la signora potesse contestare la decisione italiana”. E da allora, ha precisato, “ogni giorno abbiamo provveduto a questo tipo di assistenza anche in contatto con gli avvocati italiani della signora”. Buon per la signora, che così è riuscita comunque a uscire dal Kasakstan, ma a noi deve interessare in primo luogo la pessima figura che l’Italia ha fatto dando spettacolo al mondo di due dei suoi più importanti ministeri che in sede internazionale si fanno la forca l’uno con l’altro tirando in ballo anche “gli avvocati italiani della signora”. Tra l’altro, pur se non incide sulla sostanza della specifica vicenda, resta il fatto che è un giro di spregiudicate avventure finanziarie internazionali quello al centro del quale sta il marito di Alma Shalabayeva, già persona di fiducia del presidente-dittatore kasako, oggi “dissidente” riparato all’estero ma anche inseguito dalla giustizia inglese che lo accusa di bancarotta fraudolenta. Tutto ciò considerato, non si poteva risolvere la questione in modo meno squalificante? Non siamo il paese di Pulcinella, e sarebbe il caso che anche a Roma si cominciasse a fare qualche sforzo per tenerne conto.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
28/12/2013 - Anche i marò meritanno tutta l' attenzione (Dario Patruno)

Adesso il Ministro degli Esteri si imegni a far tornare i due militari italiani Girone e La Torre, sono cittadini italiani e il diritto internazionale richiede ormai una soluzione diplonmatica onorevole da tempo. Non è per minimimizzare il procedimento penale in atto che deve ancora aprodare alla fase dibattimentale, ma i canali diplomatici intrapresi devono essere costanti e senza alcuna interruzione.Forse non guasterebbe interpellare docenti di diritto penale internazionale che possano attivare iniziative tecniche per risolvere la vicenda. Penso che nella politica estera italiana sia ormai una priorità assoluta. "La Tua nascita Signore nostro Dio ha fatto risplendere nel mondo la luce dalla ragione" (Inno del Natale di F.Dostoevskij) citato da T.Kasatskina. Che questa ragionevolezza della fede illumini le menti dei governanti dei due paesi: dimostrino di essere alleati e amici nei comportamenti sulla verità dei fatti che coinvolge le vite di due persone che sono tolte alle loro famiglie.