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PARTO FORZATO/ I giudici inglesi sanno che anche i "matti" (italiani) sanno amare?

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È davvero difficile avere a che fare con queste persone, soprattutto quando sono o diventano madri. Che la cara Alda Merini ce ne abbia dato grande testimonianza è un fatto. Andiamo a rileggere qualcosa di lei per riscaldarci il cuore; forse riusciamo a comprendere che anche i "matti" amano. E che comprendono benissimo il significato della parola "amore" e che sanno riconoscere chi li ama e chi no. Lo dimostrano come possono e quando possono: se possono.

È pur vero che in certi casi la sofferenza è tale e tanta che diventa insostenibile, incontrollabile: e allora anche i loro gesti sono estremi. 

Si parla di "raptus", di debordamento improvviso di un troppo pieno: ma chi è loro vicino lo riconosce che si avvicina il riempimento, il colmo. Se c'è loro davvero vicino qualcuno in grado di farlo, che li ami abbastanza; e che questo qualcuno possa avere un posto dove chiedere aiuto.

Il mondo della pazzia è così complesso, così pauroso e buio che metterci il naso è affare pericoloso: non voglio addentrarmi neanch'io più di tanto, rischierei brutte figure da ignorante quale sono.

Io ho solo conosciuto le madri: quelle venute, tenute in ospedale a partorire. Quelle violentate, inconsapevoli del gesto, dell'affronto, del figlio.

Poche, ma le ricordo tutte, indelebili. Ricordo quelle che hanno avuto il permesso di tenerlo, il frutto del loro grembo, e quelle così "perse" da essere giudicate incapaci; ho conosciuto la gioia dei neo-genitori venuti a raccogliere il piccolo frutto neonato.

Indegna anch'io di giudicare tanto amore umano, tali decisioni di giudici e tribunali.

Dividere è difficile, pericoloso, doloroso. 

Il "divisore" per eccellenza ha un nome terribile: dal greco "dia-ballo" l'italiano "diavolo".

Auguriamoci tutti che si possa risanare il cuore fratturato di questa madre, di tutte le madri, quelle sane e quelle malate, quelle abili e quelle inabili: che siamo in fondo così proprio tutte noi madri, abili e disponibili, sorde e imperfette, a volte: come ne siamo capaci umanamente.

Donne, solo donne, comunque tali da meritare di portare in grembo un figlio, un gesto tanto bello che anche il Signore Dio Nostro lo ha scelto per sé; per entrare nel mondo.



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COMMENTI
03/12/2013 - commento (francesco taddei)

ogni giorno i giornalisti ci bombardano col messaggio che gli altri sono più civili e più moderni. magari potremmo riportare di più testimonianze che ci facciano riflettere su come non siamo nè matti, nè barbari, nè succubi della religione. ma molto più umani di tanti altri che ci danno lezioni.