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CHIESA E PECCATO/ Mazzarella: Scalfari legge Francesco, ma dimentica Cristo...

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Papa Bergoglio (Infophoto)  Papa Bergoglio (Infophoto)

Non è l'annuncio che toglie il peccato, ma il sì all'annuncio, a Gesù, «il primo e il più grande evangelizzatore», come, riprendendo Paolo VI, sottolinea Francesco. Esortando a non intendere l'impegno di evangelizzazione che nasce da questo sì a Cristo, certo «un impegno generoso», tuttavia «come un eroico compito personale, giacché l'opera è prima di tutto sua, di Cristo, al di là di quanto possiamo scoprire e intendere». Ed è a quest'opera di Lui in noi che bisogna affidarsi con fiducia. 

L'ampia esplicazione pastorale che da questo nucleo generatore l'esortazione papale sviluppa è tutta motivata a portare ad evidenza, per i cristiani almeno, ma non solo, che se davvero ti lasci guardare da Cristo, e lo guardi, non potrai restare nei suoi occhi senza portare sugli altri lo stesso sguardo. Uno sguardo d'amore. E questo non è solo un mondo di fede da avere, ma un mondo di opere da fare. Il «regno» di quello sguardo di Cristo da realizzare è già qui, nel mondo «attuale», nel mondo in atto, nella cronaca della storia che viviamo ogni giorno. 

Il compito non è poco, ma luce per esso che viene dall'annuncio di Cristo è tanta. Ed è a disposizione di tutti, credenti o non credenti, vogliano alzare gli occhi.

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