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RICETTE ANTICRISI/ Chi si distingue vince, ma ci vuole coraggio

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Paolo Massobrio con Paola ed Elisa de "U Re"  Paolo Massobrio con Paola ed Elisa de "U Re"

Non voglio dirla grossa, ma l'immagine che ho visto del mio paese è paragonabile solo alla tristezza della migrazione alla Merica, quando i miei nonni, come i genitori di papa Francesco, si imbarcarono per andare in Argentina. Ma c'è un però, lo ripeto: chi si distingue vince. Bè il macellaio di Masio, che fu anche il paese di Urbano Rattazzi, vende soprattutto ai forestieri, mentre in frazione Abazia ci sono due ragazze giovani e sorridenti (e belle), Paola ed Elisa, che hanno investito sull'insalata russa che faceva la nonna. E' la più buona del mondo, non ho dubbi e prima di Natale, persino il Corriere della Sera gli ha dedicato un pezzo. Sono andato allora in quel negozietto, U Re (strada Collina, 15 tel. 0131 799080), che porta il nome del loro trisavolo che aveva due baffi simili a quelli di Vittorio Emanuele e per questo, in paese, lo avevano soprannominato subito il Re. Bè da U re fanno dei biscotti da sogno (mi sono commosso), accanto agli agnolottinii del plin e altre specialità che oggi si possono anche vedere sul loro sito internet www.dauremasio.it. Mi hanno consolato queste ragazze, così come Alex Gado (Antico Forno via Padana Est, 3 – tel. 1031 773683) che a Quattordio, il paese vicino col quale dividevamo la stazione del treno (che ora, pure essa, non c'è più), fa il pane come una volta, come quello di mio zio Vigino e di mio cugino il Carlo. Usano delle farne speciali, anche per le lingue fragranti. E anche loro come il macellaio, come le ragazze de U Re, come le pasticcerie di Alessandria che resistono alle lusinghe cinesi, stanno vincendo. A patto che ci si distingua... e che si comunichi. Il 2014 sarà l'anno della riscossa, ci voglio scommettere. Buon anno angeli matti della mia terra!



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