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RICETTE ANTICRISI/ Chi si distingue vince, ma ci vuole coraggio

Pubblicazione:lunedì 30 dicembre 2013

Paolo Massobrio con Paola ed Elisa de Paolo Massobrio con Paola ed Elisa de "U Re"

Non voglio dirla grossa, ma l'immagine che ho visto del mio paese è paragonabile solo alla tristezza della migrazione alla Merica, quando i miei nonni, come i genitori di papa Francesco, si imbarcarono per andare in Argentina. Ma c'è un però, lo ripeto: chi si distingue vince. Bè il macellaio di Masio, che fu anche il paese di Urbano Rattazzi, vende soprattutto ai forestieri, mentre in frazione Abazia ci sono due ragazze giovani e sorridenti (e belle), Paola ed Elisa, che hanno investito sull'insalata russa che faceva la nonna. E' la più buona del mondo, non ho dubbi e prima di Natale, persino il Corriere della Sera gli ha dedicato un pezzo. Sono andato allora in quel negozietto, U Re (strada Collina, 15 tel. 0131 799080), che porta il nome del loro trisavolo che aveva due baffi simili a quelli di Vittorio Emanuele e per questo, in paese, lo avevano soprannominato subito il Re. Bè da U re fanno dei biscotti da sogno (mi sono commosso), accanto agli agnolottinii del plin e altre specialità che oggi si possono anche vedere sul loro sito internet www.dauremasio.it. Mi hanno consolato queste ragazze, così come Alex Gado (Antico Forno via Padana Est, 3 – tel. 1031 773683) che a Quattordio, il paese vicino col quale dividevamo la stazione del treno (che ora, pure essa, non c'è più), fa il pane come una volta, come quello di mio zio Vigino e di mio cugino il Carlo. Usano delle farne speciali, anche per le lingue fragranti. E anche loro come il macellaio, come le ragazze de U Re, come le pasticcerie di Alessandria che resistono alle lusinghe cinesi, stanno vincendo. A patto che ci si distingua... e che si comunichi. Il 2014 sarà l'anno della riscossa, ci voglio scommettere. Buon anno angeli matti della mia terra!



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