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Cronaca

SANTO DEL GIORNO/ Il 30 dicembre si festeggia San Ruggero di Canne, patrono di Barletta

Il 30 dicembre si celebra la memoria do San Ruggero di Canne. Il santo è patrono della città di Barletta e dell'Arcidiocesi di Trani, Barletta e Bisceglie

San Ruggero di CanneSan Ruggero di Canne

Nella giornata del 30 dicembre 2013 festeggia, come santo del giorno, San Ruggero di Canne. Ruggero nacque nel 1060 a Canne e qui vi morì il 30 dicembre del 1129. Fin da ragazzo dedicò la sua vita alla preghiera, ad aiutare i suoi simili conducendo una vita caritatevole e umile. I suoi concittadini lo stimavano e gli mostravano grande affetto. Alla morte del vescovo venne scelto, dal popolo, come suo degno successore. Ruggero, spaventato dal gravoso incarico affidagli cercò di evitarlo con tutte le sue forze, ma dopo aver compreso che era quello che Dio voleva, accettò l'ufficio pastorale. Si pensa che all'epoca fosse un giovane diacono di trent'anni. In quel periodo, Ruggero trovò Canne devastata a causa di una violenta lotta avvenuta intorno al 1083 tra il Conte normanno Ermanno di Canne e Roberto il Guiscardo, Duca di Puglia. La battaglia terminò con la vittoria di Guiscardo e con la devastazione della città. Il Vescovo Ruggero, nello stesso tempo, trovò la Chiesa sottoposta, da un lato, all'interferenza del potere civile che influenzava in modo negativo la vita dei cittadini dando origine alla corruzione e, dall'altro, a un intenso desiderio di religiosità che dava adito a un rinnovamento spirituale. Primeggiava il desiderio di riportare la Chiesa alla sua autonomia. Fu papa Gregorio VII che, nel 1075, vietò le investiture degli ecclesiastici da parte dei signori laici dando origine così alla lotta per le investiture, inoltre, ebbe la capacità di ridare il potere temporale alla Chiesa. Ruggero riuscì a risollevare la sua antica città d'origine e, contemporaneamente, confortare i suoi cittadini avvicinandoli alla cristianità. Il suo episcopato era dettato dal suo desiderio di essere al servizio degli altri, proprio per questo conquistò la stima sia di Papa Pasquale II che di Celasio II che gli conferirono importati e impegnativi incarichi. Per loro risolse contrasti e liti che si venivano spesso a creare tra la popolazione e il mondo religioso. Le sue conoscenze di diritto furono proverbiali e rappresentarono un valido aiuto per i poveri e gli emarginati.

Le notizie giunte su Ruggero da Canne sono poche e frammentarie, l'unica certezza documentata è la sua completa dedizione al rinnovamento ecclesiastico e la sua costante presenza accanto ai bisognosi, ai sofferenti e agli indifesi. Numerosi racconti e leggende popolari sono state tramandate su questo Santo, tra queste si raccontava che in un momento di forte siccità prolungata nel tempo, Ruggero fu in grado di attivare una fonte di acqua, in un luogo di Canne denominato Locus Santii Rogerii, battendo su una roccia con il suo bastone pastorale alcuni colpi. Si spense nella notte del 30 dicembre del 1129 e venne sepolto nella Cattedrale di Canne. Nello stesso periodo venne nominato santo. Nel 1276 su richiesta dell'arciprete il corpo del Vescovo Ruggero venne spostato nella Chiesa di Santa Maria Maggiore di Barletta e, successivamente, presso il convento delle monache benedettine di Santo Stefano, che successivamente assumerà il nome di San Ruggero, allo scopo di salvaguardare le sue reliquie dal decadimento di Canne che aveva costretto sia la popolazione che il nuovo vescovo a trovare rifugio nella città di Barletta. Le spoglie di Ruggero vennero sistemate sotto l'altare maggiore della cattedrale e nel 1929 vennero racchiuse in un'urna d'argento. Nel 1969 venne costruita su un terreno dato in donazione alla chiesa, l'imponente Santuario di San Ruggero. Il cranio del Vescovo che era custodito in un reliquario venne ricongiunto, nel 1996, con il resto delle reliquie racchiudendoli in una teca che venne collocata sotto il nuovo altare della chiesa.