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PADRE MARELLA/ Quel cappello che ispirerà Papa Francesco

Pubblicazione:mercoledì 4 dicembre 2013

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

L’appuntamento è per le tredici e trenta. Padre Gabriele arriva sul piazzale dell’Opera Marella con una piccola auto e apre il bagagliaio zeppo di sacchetti di viveri, che un ospite carica subito sul carrello. E’ infreddolito e indolenzito: come ogni giorno, ha passato tre ore seduto sul “cantone di Padre Marella” tenendo in mano il cappello che la gente ha riempito varie volte. E’ un importante contributo per l’opera che in Via del Lavoro a Bologna accoglie una settantina di ospiti per pranzo e cena e per la notte. Tutto viene dalla Provvidenza, con le offerte di strada o quelle che arrivano attraverso il periodico “Il cappello di Padre Marella” o attraverso donazioni e lasciti. Anche questo alto caseggiato, un grande “Pronto Soccorso Sociale”, unico in Italia e prezioso per una città come Bologna, punto di attrazione per tanti italiani e stranieri. Durante il pranzo Padre Gabriele (“Non comperiamo niente di cibo – mi dice – arriva tutto dagli esercizi commerciali”) si ravviva nel parlarmi di don Marella: “Sapienza, carità, umiltà”. All’inizio della sua vita di religioso antoniano, egli aveva chiesto ai superiori di poter occasionalmente aiutare don Marella che accoglieva orfani e poveri. Marella gli fece notare che “occorre perseveranza”, perché gli ospiti si affezionano come figli al padre. “Ho capito  - aggiunge – perché Padre Marella, dopo aver girato tante città d’Italia si è fermato a Bologna. A Bologna c’è una grande Università, ma mancava una cattedra: quel cantone dove il Padre cominciò a “far lezione di carità”, attirando il cuore dei bolognesi”. Padre Marella aveva iniziato ad accogliere i ragazzi nel suo luogo di origine, l’isola di Pellestrina nella laguna veneta, istruendoli con metodi nuovi. Varie traversie l’avevano poi condotto in alcune città d’Italia come insegnante di filosofia nei licei. A Bologna l’Opera ha varie sedi, dove lavorano persone regolarmente stipendiate e tanti volontari e collaboratori. Ogni giorno l’anziano Padre celebra due Messe, al mattino prima di uscire e alla sera, nella chiesetta qui accanto e nella chiesa di S. Lazzaro di Savena, dove è sepolto Padre Marella. “Ormai siamo in dirittura di arrivo, - dice - il Padre è stato dichiarato venerabile agli inizi del 2013; il miracolo richiesto per la beatificazione è già stato approvato in sede diocesana e la documentazione è ormai a Roma”.


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