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Cronaca

TERRA DEI FUOCHI/ Don Patriciello: bene la legge Letta, ma ora curateci

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La speranza c'è, e ci sono piccoli miglioramenti, ma la gente ha paura. Mappare i territori inquinati e non permettere più che siano coltivabili, distinguendoli chiaramente una volta per tutte dai terreni buoni, è una cosa molto bella e positiva per ridare fiato all’agricoltura, ai contadini e alla gente che sa cosa metterebbe in tavola alla sera. 

 

Però non sembra del tutto convinto.

Diciamo che da un lato c’è tanto gioia, ma dall’altro anche tanta tristezza. Sapere che il governo per la prima volta (come ha sottolineato lo stesso Letta) affronta questo immane problema lascia l’amaro in bocca. È da anni che si parla del problema della Terra dei Fuochi… il governo si è mosso anche perché è stata la Chiesa campana insieme a migliaia di volontari a fare sentire la propria voce. Siamo stati noi a suonare la carica.

 

Il premier ha infatti ammesso il ritardo parlando di “recuperare il tempo perduto”, per poi aggiungere che si tratta di una “risposta senza precedenti”, annunciando che entro 5 mesi tutti i terreni saranno controllati. Crede che si riuscirà a stare dentro queste tempistiche? 

Io credo alla parola data e non penso che Letta abbia fatto davanti all’Italia una promessa di tale portata per poi non mantenerla. Mi rifiuto di crederlo.

 

Ottimismo dunque? 

Io sono ottimista. Ribadisco: è un buon inizio. Adesso c’è da valutare tutto il problema sanitario per l’incidenza di tumori che continua a colpire la popolazione, però ci sono dati incoraggianti. Abbiamo accolto con riconoscenza questa notizia.

 

Oggi ha parlato anche il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, che su Twitter ha scritto, in sostanza, che la tutela dell’ambiente e la lotta alla criminalità organizzata devono andare di pari passo.

Certamente. È stato proprio Orlando e insieme al ministro De Girolamo a portare avanti questo discorso. Entrambi sono venuti negli ultimi mesi nella mia parrocchia ed entrambi si erano impegnati. Penso che abbiano mantenuto la parola data. Orlando l’ho incontrato pochi giorni fa e Napoli e la De Girolamo, proprio oggi, è stata la prima a mandarmi un messaggio sul telefonino per esprimere tutto il suo entusiasmo per il provvedimento preso dal Consiglio dei ministri. Ma vorrei aggiungere una cosa…

 

Prego.

Tutte le volte che si parla di immondizia si tende a confondere immondizia urbana e rifiuti tossici. La spazzatura urbana è un discorso che riguarda la civiltà delle persone e la raccolta differenziata. Ma il nostro problema più grosso è l’immondizia tossica e industriale interrata o data alle fiamme nelle nostre campagne. Si tratta di roghi industriali.

 

Secondo lei le rivelazioni di Carmine Schiavone hanno dato una scossa alle istituzioni? 

 Penso proprio di sì. Schiavone con le sue testimonianze ha contribuito ad accendere i riflettori su questo problema, anche se lo aveva detto già 16 anni fa.

 

(Fabio Franchini)

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