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Cronaca

I NUMERI/ Blangiardo: le famiglie numerose sono i nuovi poveri, ma non siamo la Grecia

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Bisognerebbe capire meglio che cosa si intenda per esclusione sociale e come si misurino gli elementi che la manifestano. Da questo punto di vista gli strumenti sono ancora abbastanza imperfetti, e quando sono utilizzati nei media si prescinde sempre dalle “avvertenze per l’uso”. E’ un dato di fatto che in Italia ci sia una categoria consistente di persone che non stanno bene. Trovo però che il dato del 29,9% sia abbastanza alto e faccia pensare a una certa esasperazione da parte di chi ha realizzato l’indagine.

 

Qual è l’identikit delle persone che in Italia sono sotto la soglia di povertà?

Tra le persone soggette a esclusione sociale spiccano le famiglie con più figli. E’ un mondo che ha la caratteristica di essere a rischio da qualunque punto di vista lo si consideri. A essere esposti sono anche i giovani privi di una copertura di natura familiare. Nel mondo degli anziani ci sono poi delle categorie che vanno distinte. Da un lato c’è chi beneficia di pensioni elargite con una certa generosità, dall’altra c’è il classico anziano solo che vive con la pensione minima. Tra chi ha problemi di povertà spiccano in particolare le donne sole con più di 90 anni, una categoria che un tempo era piuttosto limitata ma che con l’allungarsi dell’età media si fa sempre più numerosa.

 

Alla luce di questi dati, come valuta il nuovo Isee presentato dal premier Letta?

L’Isee è un tentativo di definire oggettivamente delle soglie di bisogno e quindi di accesso gratuito o semigratuito ai servizi pubblici. Il fatto di rimodulare queste soglie attraverso un nuovo Isee è comunque un atto doveroso. In un mondo che continua a cambiare, e in cui c’è un’evoluzione che crea situazioni di nuova povertà, è evidente che lo strumento per definire i confini debba essere aggiornato in modo costante. Non ha senso continuare ad adottare principi che valevano dieci anni fa, quando oggi le cose sono decisamente cambiate. La mossa del governo è stata semplicemente un atto tecnico di adeguamento a una realtà che è in costante evoluzione, come ci segnalano gli stessi indicatori statistici.

 

(Pietro Vernizzi)

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