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Cronaca

RAPPORTO CENSIS/ Famiglie e imprese, l'argine che ha salvato l'Italia dal baratro

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Non mancano poi le opportunità da cogliere, in particolare nel prossimo futuro: i grandi eventi internazionali, culturali e produttivi, dall’Expo milanese del 2015 alla candidatura a città europea della cultura per il 2019. Eventi che non vanno interpretati come semplici occasioni turistiche, o peggio ancora come fonti di sovvenzioni pubbliche a perdere, ma come veri volani di crescita e di trasformazione del territorio. L’edilizia innovativa, con le grandi opere, la rigenerazione urbana e il recupero del patrimonio storico-artistico, va incoraggiata e promossa anche nel nostro Paese, come già all’estero, approfittando virtuosamente di occasioni analoghe alle Olimpiadi e agli altri grandi appuntamenti che hanno rivitalizzato le grandi metropoli europee e internazionali.

Basta, insomma, parlare di crisi, di crollo, di “baratro”: un concetto tanto indistinto, ha detto il presidente del Censis Giuseppe De Rita, che dopo averci fatto i conti per anni gli italiani hanno deciso di rimuoverlo, e di tirare avanti. Il Censis lancia un forte atto d’accusa verso la classe dirigente italiana che ha scelto di drammatizzare, di enfatizzare l’allarmismo, per fondare la propria legittimazione. Il timore del conflitto, la ricerca della stabilità a tutti i costi ci hanno condotti alla sospensione, al congelamento, alla “reinfetazione”: un ritorno allo stato fetale che allo stesso tempo significa rimozione delle responsabilità, tanto sociali e civili quanto politiche. Il risultato è sotto i nostri occhi: l’avanzata dei vari “popoli” - da quello arancione a quello della Rete, verrebbe da aggiungere - è figlia dell’antipolitica, intesa come reazione infantile, disordinata, irresponsabile.

Impossibile cercare in questi fenomeni, così come in quelli politici e istituzionali, una nuova coesione: l’unico traguardo possibile è la connettività, intesa come legame orizzontale, come articolazione tra i soggetti, come messa in comune tra i vari sottosistemi della vita collettiva. È a questa connettività che il Censis affida il suo auspicio finale: la “crisi antropologica” prodotta dall’individualismo, dal particolarismo, dalle piccole furbizie “ha raggiunto il suo apice, ed è destinata a un progressivo superamento”.

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COMMENTI
07/12/2013 - Baratri ecc. (Diego Perna)

Beh, bisogna dire che il baratro é solo una metafora, non esiste un baratro dove andare a finire, nemmeno un tunnel dove vedere la luce,cosí come le macchie di leopardo. E ormai chi non usa termini come catastrofe, o simili eccessi, ogni giornalista che vuole dire la sua, le utilizza. Io comincio ad averne la nausea, anche perché é solo un modo per non dire più nulla di interessante e utile. Tra l' altro non credo più a statistiche né a rapporti di nessun tipo, anche perché non mi spiego, come mai sia possibile un aumento dei piccoli negozi, quando gli affittasi o vendesi di botteghe e locali sono uno dietro l' altro. Forse vengono considerate le partite iva di chi licenziato per lavorare é costretto a emettere fattura, pagarsi i contributi e se sta male non lavora né guadagna. E questo é solo un esempio. Poi se vogliamo credere che ci può andar bene anche così bisognerebbe non frequentare solo il centro di Milano o di Roma ma andare anche in zone meno d' elite, parlare con gli agricoltori ad esempio o i cassaintegrati e girarsi un pò le varie zone industriali dove i capannoni vengono smontati per non pagarci l' Imu. Se poi vogliamo credere che il debito pubblico sempre in aumento sia segnale di ripresa perché continuiamo a vendere titoli di stato che garantiamo con tasse in crescita e riduzione del welfare, e che possiamo continuare cosí a lungo, a garantire finanza e mercati, beh allora vuol dire che siamo incoscienti totalmente. Buona serata e Buona Immacolata