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DIRITTI TV/ No al legittimo impedimento, Alfano chiede l'intervento di Napolitano

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Niente legittimo impedimento per Silvio Berlusconi come avevano richiesto invece i suoi avvocati difensori. I giudici della Corte d'appello di Milano non hanno intenzione di sospendere il processo in corso sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi da parte di Mediaset per motivo di campagna elettorale. L'ex premier Silvio Berlusconi cioè tramite i suoi legali aveva chiesto di non essere obbligato a partecipare ai dibattimenti in aula in quanto impegnato. Stessa richiesta per l'altro processo in corso, quello sul caso Ruby, richiesta a cui il pm Bocassini aveva già detto di essere contraria alla sospensione, richiesta accettata dai giudici. Al nuovo no da parte della Corte d'appello i difensori del presidente del Pdl hanno risposto minacciando di abbandonare il processo in corso. Hanno quindi minacciato che se nel caso il rifiuto di accettare il legittimo impedimento non fosse statorevocato, gli otto avvocati difensori degli imputati al processo non avrebbero continuato l'udienza. Per i giudici la riunione con gli europarlamentari del Pdl che si è tenuta stamane e la presentazione dei candidati alla regione Lazio che si terrà invece oggi pomeriggio non costituiscono legittimo impedimento. Sul caso è intervenuto anche il segretario del Pdl Alfano che ha definito scandalosa la decisione dei giudici di Milano, una decisione presa per bloccare la campagna elettorale di Silvio Berlusconi. La sua intenzione a questo punto è di richiedere un intervento del Consiglio superiore della magistratura e anche del capo dello Stato. Intanto i difensori di Berlusconi e degli altri imputati come annunciato hanno abbandonato l'aula del tribunale. Il commento di Ghedini: "Questa corte d'appello si è resa protagonista di una grave lesione dei diritti di difesa. Noi con la nostra presenza in aula non possiamo più legittimare questo comportamento". Dopo l'abbandono dell'aula la corte si è nuovamente riunita per decidere se revocare il no, ma hanno deciso invece di confermarlo. L'udienza è stata comunque rinviata al prossimo 8 febbraio.


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