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BENEDETTO XVI/ Ecco perché il Papa si è dimesso

Benedetto XVI, con un messaggio che ha colto tutti di sorpresa, ha annunciato le sue dimissioni dalla guida della Chiesa cattolica. Lascerà il prossimo 28 febbraio

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

L'annuncio shock delle dimissioni del Papa sta facendo il giro del mondo. Alle ore 11 e 46 la notizia appare sul sito dell'agenzia Ansa, la prima a darne notizia: il Papa vuole dare le dimissioni il prossimo 28 febbraio. Sembra impossibile, uno scherzo di cattivo gusto, ma pochi minuti dopo la notizia viene confermata dal Vaticano stesso. Le massime autorità della Chiesa romana lasciano percepire il loro stesso sgomento, come se fossero state impreparate a una tale possibilità. Il cardinale Angelo Sodano infatti parla di "fulmine a ciel sereno". Benedetto XVI ha fatto l'annuncio durante la cerimonica di canonizzazione dei martiri uccisi dai turchi nel 1480 dicendo di chiedere la convocazione di un concistorio immediato per l'elezione del suo successore e che la causa è la mancanza di forze. Queste le sue parole:  "Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino". Ha quindi aggiunto che per annunciare il vangelo e amministrare il suo ministero "è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato".

Joseph Ratzinger è salito al soglio pontificio il 19 aprile 2005 diventando il 265esimo Papa della storia. Il pontificato è durato finora 2.855 giorni, al giorno delle sue presunte dimissioni il 28 febbraio ne saranno trascorsi 2.872. Ecco il testo completo del messaggio che Bendetto XVI ha letto stamane: 

Carissimi Fratelli,

vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. 


COMMENTI
11/02/2013 - La storia lo dirà... (Marco Claudio Di Buono)

...che grande uomo è stato ed è Benedetto XVI. questo gesto che mi ha sorpreso non mi ha scioccato. Un uomo consapevole dei suoi limiti capisce che la Chiesa richiede una grande forza fisica oltre che spirituale per sopportare il peso della responsabilità della sua guida. Il Papa che ha sempre sottolineato che è Gesù a condurre la Chiesa, si fa umilmente da parte, si ritira nella preghiera. Questo gesto non può essere compreso da un mondo che fa della riuscita, del successo e del potere i sui dei. Solo chi crede veramente in Cristo, solo chi crede veramente che nella Chiesa non c'è solo il male, ma opera lo Spirito Santo, può comprendere il grande gesto che Benedetto XVI compie educandoci ancora una volta all'umiltà. Umile è chi sta con i piedi per terra (mi pare che la parola latina significhi terra):il Papa è un uomo che avrebbe tanti motivi per esser orgoglioso, ma sa mettersi da parte per far risplendere ancora di più la luce di Cristo.

 
11/02/2013 - Un grande uomo, un santo. (Francesco Giuseppe Pianori)

Sono sereno. Il Papa non abbandona, non fugge ("Dalla croce non si scende"); si mette all'ultimo posto come il vero servus servorum Dei. E' come un padre di famiglia, che, consapevole della sua ora, si affida al figlio maggiore e gli lascia le redini della casa e dell'impresa. Ripone la sua fiducia nel Signore della Chiesa e umilmente riconosce il proprio limite. Un atto di fede, di umiltà grande, mentre tutti nel mondo cercano il potere e il proprio interesse. Un grande Papa, un santo.