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DIMISSIONI PAPA/ Che la sua decisione sia la nostra speranza

Pubblicazione:lunedì 11 febbraio 2013 - Ultimo aggiornamento:lunedì 11 febbraio 2013, 18.29

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Come dubitare noi, se lui non può dubitare. O sono camarille e congiure di palazzo, a tessere le fila, come accade per i poveri poteri temporali, o la Chiesa, che è nel tempo ma fuori dal tempo, sopravvive e rinasce quando più pare infiacchita per la forza di un Altro, che la intrama e vivifica. Benedetto XVI si ritira a pregare, vuol accompagnare così chi guiderà il timone con energia dopo di lui. Per offrire la sua preghiera, gli basta una stanza in un monastero di clausura alle pendici del Vaticano, non ha bisogno della più grande basilica del mondo, dei riflettori puntati sulla sua finestra. Inizia il tempo Santo, il più Santo per i cristiani, ci si avvicina alla Pasqua. Pesach, il passaggio. Ratzinger, il dotto, il sapiente, il mite, il forte di pensiero, filosofo, teologo, cardinale, Papa, vuol viverla da sacerdote. È un monito per tutti. Certo, Karol Wojtyla ha accettato il martirio della malattia fino all’ultimo. Ci sono diversi martirii, diverse testimonianze di umiltà, di affidamento al volere di Dio. C’è un tempo per ogni cosa e per ogni persona.

Rinunciare al soglio pontificio è suprema prova di umiltà, di dolce e tenera amorevolezza per i fedeli. Che vorrebbero, oggi, tutto il giorno, e poi domani, e almeno fino a quel 28 febbraio, essere rassicurati dal sorriso di Benedetto, dal suo ricordarci il nostro destino di “gioia”. Vorrebbero risentirsi dire ad ogni attimo: non abbiate paura, io so, andrà tutto bene, non praevalebunt. Di nuovo, e poi ancora, in continuazione. Pregate con me, se volete essere con me. Fidatevi, non siamo soli. Fidatevi, c’è qualcuno con noi, non ci lascerà mai. Non potremmo reggere senza questa certezza. Non possiamo neppur immaginare di essere abbandonati per un cedimento, per una tentazione. Non sarebbe da Papa. Non sarebbe da Benedetto. Dunque, la sua mitezza sia la nostra forza, la nostra speranza.



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COMMENTI
11/02/2013 - al Papa voglio sempre più bene (maria gonano)

"Non praevalebunt". Grazie, c'è solo da pregare come sempre. Leo Aletti