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Cronaca

SANTA MARIA DI LOURDES/ Cammilleri: anch’io sono stato miracolato

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Avevo appuntamento con una persona, un appuntamento generico, del tipo: fatti un giro, ci vediamo poi là. Dopo un po’, mi sedetti su una delle panche che stanno di fronte alla Grotta e lì attesi. Quando finalmente la persona che aspettavo arrivò, guardai distrattamente l’orologio e mi accorsi che erano passate tre ore. Tre ore. Chi mi conosce sa quanto io sia di temperamento inquieto e nervoso. Farmi stare tre ore seduto fermo, calmo e tranquillo è pressoché impossibile. Non amo nemmeno passeggiare a zonzo perché, inevitabilmente, mi ritrovo a rimuginare e, pensiero su pensiero, arrivo non di rado a quelli disturbanti o addirittura negativi. Eppure, ero stato capace di stare lì, davanti alla Grotta di Lourdes, sereno e, anzi, senza pensare a niente. Tre lunghissime ore. Senza neppure accorgermene. Come se quella Grotta si trovasse sotto una campana di vetro pneumatica e impermeabile, e in quello spazio protetto regnasse la pace assoluta. In quella pace assoluta, così discreta che di essa mi accorsi solo dopo, io sono stato immerso, leggero come l’aria, indifferente a ogni altra cosa, consapevole che sarei potuto restare là per altre tre ore, quattro, tutta la notte. Con lo stesso effetto. Davvero Bernadette non ci ha ingannati, come recita il titolo dell’ultimo libro di Vittorio Messori, l’ennesimo su Lourdes (ma de Maria numquam satis).

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