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PAPA/ Farouq: un'impensabile lezione di umiltà a noi musulmani

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Papa Benedetto XVI  Papa Benedetto XVI

Ho ammirato Benedetto XVI fin dal primo momento, perché è una persona molto semplice e umile ma che non ha mai smesso di coltivare il piacere dell’onestà. Non è un diplomatico, e quindi non ha mai ignorato o evitato i veri problemi della realtà del nostro tempo. E’ sempre stato un uomo sincero e quanto ha compiuto ieri è stato del tutto coerente con la sua storia.

 

Papa Ratzinger è stato in grado di favorire concretamente il dialogo con l’islam?

Fin dal primo momento si è rifiutato di proseguire con un dialogo inter-religioso superficiale, basato sull’incontro tra credenti “moderati” appartenenti a diverse confessioni che affermavano di essere d’accordo su ogni cosa. Le settimane interreligiose di Assisi durante l’era Ratzinger si sono basate più su un incontro, che su un tentativo di elaborare formulazioni teoriche che andassero bene per tutti.

 

Quali sono state le conseguenze di questo cambiamento impresso dal Papa?

Molte persone hanno percepito il cambiamento impresso da Ratzinger come se il suo fosse un atteggiamento aggressivo nei confronti del dialogo, mentre in realtà è stato un passo deciso nella direzione del vero dialogo. Un evento come il Meeting del Cairo è nato dallo stesso tentativo di fondare il dialogo non su un compromesso a livello dogmatico, ma sul fatto di condividere un’esperienza concreta. E’ stato proprio Benedetto XVI a insegnarci che il dialogo non avviene tra le religioni ma tra i credenti.

 

Che cosa ne pensa invece della posizione tenuta dal Papa nei confronti della Siria?

In quanto leader dello Stato Vaticano, nei confronti della Siria il Papa ha messo da parte qualsiasi linguaggio diplomatico e ha espresso chiaramente la sua posizione contraria alla violenza e ai massacri. La stessa chiarezza lo ha caratterizzato nei confronti dell’Iraq, rispetto a cui nel 2002 quando era ancora cardinale dichiarò che un attacco unilaterale non poteva essere giustificato. Ha quindi difeso tutto ciò in cui credeva, anche a costo di mettere da parte le considerazioni di opportunità politica. Ha provato così di essere non un politico, ma l’uomo della verità e della realtà.

 

Proprio lo scorso settembre il Papa si è recato in Libano.

E’ stato un evento molto fecondo. Dopo la sua visita in Libano, molti amici libanesi mi hanno contattato, chiedendomi di organizzare un evento simile al Meeting del Cairo anche a Beirut, proprio per i sentimenti positivi suscitati dal Santo Padre. La loro intenzione era ospitare un evento in grado di rappresentare questo spirito molto positivo determinato dall’incontro con Benedetto XVI.

 

(Pietro Vernizzi)



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