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Cronaca

DISOCCUPATO SUICIDA/ Negri: ciò che uccide è la solitudine di fronte al mistero della vita

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E Pascal aggiungeva: “L’uomo supera infinitamente l’uomo”. Infatti nessuna delle dimensioni della sua vita, personale, sociale, intellettuale, morale, etica ed operativa, esprimono adeguatamente il mistero profondo della sua vita. E’ questo mistero che sembra non esserci più in coloro che si ammazzano perché è interdetta loro quella grande dimensione della vita che è la produttività, il lavoro, o con una parola più umana la creatività. Ma lo stesso si può dire di coloro che ammazzano e si ammazzano per la fine improvvisa di un rapporto affettivo, psicologico, sessuale, che è stato perseguito per anni come la ragione ultima dell’esistenza e che quando viene meno travolge e nullifica la vita dell’uomo e della donna. La società è in crisi non perché sono in crisi aspetti importanti ma secondari, bensì perché a essere messa in discussione è la struttura profonda dell’essere, dell’uomo che non conosce più il senso delle cose, e che se lo conoscesse non si ammazzerebbe. La persona deve inesorabilmente e inesauribilmente cercare il senso della vita.

Devo aggiungere quella che avverto come un’osservazione lancinante per la mia coscienza di uomo, ancor prima che di cristiano o di vescovo. Attorno all’uomo di oggi che vive questa tragedia non esiste solidarietà. A essere venuto meno non è innanzitutto il lavoro, ma la grande categoria della gratuità, la possibilità che l’uomo incontri nella sua vita, nei momenti più difficili, amici veri, capaci di condividere la loro vita tentativamente in tutti i suoi aspetti, da quelli materiali a quelli culturali e a quelli affettivi. E’ la solitudine il cancro di questa nostra società, lanciata al massimo del benessere individuale, ma terribilmente barbara, in questa incapacità di farsi carico della vita dei propri fratelli uomini.

Non si risolvono tecnicamente le questioni del lavoro, dell’amore, dell’affetto, dell’educazione, della società e della politica. Per affrontare questi problemi saranno necessarie anche determinazioni di carattere pratico, tecnico, ma è innanzitutto immettendosi nel grande flusso della gratuità umana che l’uomo è aiutato ad affrontare le sue problematiche. La cosa più terribile è la solitudine nella quale si consumano queste tragedie. E la cosa più terribile è che questo grido a una compagnia che nel lavoro lo aiutasse a ritrovare la sua dignità, l’operaio che si è suicidato l’abbia rivolto a due punti istituzionali che possono garantire tutto meno che la gratuità dei rapporti.

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COMMENTI
13/02/2013 - Far parte del Mistero cioe del dì. (claudia mazzola)

Nel mio piccolo quotidiano incontrando le persone vedo che hanno bisogno di lavoro, di parlare, di divertirsi, di socializzare, di pregare. Mettersi in moto ed essere parte di questo, dà il senso e la letizia alla vita.