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IOR/ Il nuovo presidente forse uno straniero verrà nominato entro il 28 febbraio

Entro il 28 febbraio, Papa Benedetto XVI provvederà a nominare il nuovo presidente dell’Istituto per le Opere di Religione (Ior) carica ancora vacante dopo l'allontanamento di Gotti Tedeschi

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Entro il 28 febbraio, Papa Benedetto XVI provvederà a nominare il nuovo presidente dell’Istituto per le Opere di Religione (Ior), carica ancora vacante dopo l’allontanamento, avvenuto nel maggio scorso, di Ettore Gotti Tedeschi. Ad annunciarlo è stato il cardinale Tarcisio Bertone che ieri ha preso parte, guidando la delegazione del Vaticano, al ricevimento per l’84esimo anniversario dei Patti Lateranensi. Questa mattina, invece, dopo la penultima udienza generale del mercoledì di Benedetto XVI prima di lasciare il soglio pontificio, il portavoce vaticano padre Federico Lombardi ha confermato che “è plausibile che nei prossimi giorni ci sia la nomina del presidente dello Ior. Era un processo avviato da molto tempo e non vedo perché si fermi per le dimissioni del papa”. Lombardi ha quindi confermato quella che ha definito una "buona indiscrezione" di stampa, mentre sembra che autorevoli fonti vaticane abbiano fatto sapere che il prossimo presidente dell'Istituto per le Opere di Religione sarà quasi certamente uno straniero. Verso la fine del maggio dello scorso l’allora presidente Ettore Gotti Tedeschi venne sfiduciato dal Consiglio dei laici, il Consiglio di Sovrintendenza, appena prima di presentare egli stesso le dimissioni. In un duro comunicato si leggeva infatti che “il 24 maggio 2012 il Consiglio di Sovrintendenza dell’Istituto per le Opere di Religione si è riunito in sessione ordinaria. Fra i temi in agenda, c’era ancora una volta la governance dell’Istituto. Nel tempo, questa ha destato progressiva preoccupazione nel Consiglio e, nonostante ripetute comunicazioni in tal senso al Prof. Gotti Tedeschi, Presidente dell’ IOR, la situazione è ulteriormente deteriorata. Dopo una delibera, il board ha adottato all’unanimità un voto di sfiducia del Presidente, per non avere svolto varie funzioni di primaria importanza per il suo ufficio”.  I membri del Consiglio si erano detti “rattristati per gli avvenimenti che hanno condotto al voto di sfiducia, ma considerano che quest’azione sia importante per mantenere la vitalità dell’Istituto".