BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

PAPA/ Benedetto, i giornali e quel mistero che sfugge

Infophoto Infophoto

È il senso del titolo de Il Tempo, forse il più immediatamente azzeccato e efficace. “Benedetto uomo”. Un’esclamazione, e un’affermazione insieme: povero Papa, quante te ne hanno fatte, e insieme, sei un uomo come noi, grazie di esserti abbassato al nostro livello di mendicanza. È proprio così? Il cristianesimo ci insegna che la peggior umiliazione è l’esaltazione suprema, che l’abbassarsi è segno di potenza. Meglio Il Fatto Quotidiano, allora: “Benedetto coraggio”. Ma anche qui, coraggio di che? Ci pare di capire, di lottare contro una Chiesa corrotta e infedele, quasi l’atto eroico di un combattente solitario e incompreso. Eppure, questo Papa mite ha ringraziato i suoi amici, i suoi collaboratori, e non ha mostrato alcun sdegnoso disprezzo per la Chiesa che ama, e che è certo, non sarà in balia del male. Libero va solo sul politico: “Gli intrighi di palazzo fanno dimettere il Papa”. È possibile, ma è la spiegazione unica ed esaustiva? Meschine manovre di curia  possono indurre alla rottura di una secolare tradizione, al pericolo di uno sconforto tra tutti i credenti?

Le interpretazioni  politiche occupano gli spazi dei quotidiani di oggi, pur ridotti, perchè c’è Sanremo, e qualche colpo dei magistrati in campagna elettorale. Ricominciamo. La Stampa: “La scelta di Ratzinger contagia i cardinali”. Un virus, urge un vaccino. Corriere della Sera: “Tutte le insidie di un interregno”. È il contagio anche qui, e poi le letture di  scrittori, notisti politici, tramutati in esperti vaticanisti e teologi. Manca solo dan Brown. Su, che l’interesse è scovare il marcio, esasperare  la contrapposizione, la lotta tra faide. Si aprono le scommesse, e almeno i bookmakers ci puntano dei soldi. 

Sarà africano, “ci vuole un papa del Terzo Mondo”, dice Il Messaggero. Ma  il vero interesse si concentra a pag. 7, meno apapriscente; “Il centro si ritrovò unico interlocutore della Chiesa scossa”, e Casini, in trono papale dorato, sorride nella fotografia. Quanti voti hanno “le truppe del Papa”, si chiede Libero? Domanda oziosa, Il Giornale sa già tutto: “Il nuovo Papa sarà conservatore. Lo decideranno i cardinali italiani”. Divisi in “partiti, correnti, corvi”, racconta Il Fatto. Ma quasi quasi meglio loro, se è vero che “Il Papa è stato indeciso su tutto, scandali finanziari, preti pedofili, gay. Questo l’occhiello sul titolo elegante “Gli errori di Ratzinger”. Repubblica è più irriverente, “Il Celeste al capolinea”… Ah, no, si riferiva a Formigoni. C’è anche qui il giallo dell’enciclica, quello delle auspicate dimissioni immediate, eccetera. Scelgo un editoriale di Barbara Spinelli, chi l’avrebbe mai detto. Per un concetto: “tutti vogliono chiudere le acque in fretta sopra il folle volo”. Vogliono ricucire la faglia, moderare l’inaudito, la svolta tettonica. E cita Montale, “Il nulla alle spalle. Il vuoto dietro di me”. Per fortuna non è vero: il Papa è solo davanti a Dio, come ognuno di noi, lui di più: ma non è solo affatto, non ha il vuoto alle spalle. È ben custodito, dall’alto, e ha tanti  tanti fedeli che pregano per lui, oggi di più.