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PAPA/ Violante: ha reso più nuova e sconvolgente l'esperienza di Cristo

Pubblicazione:mercoledì 13 febbraio 2013 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 13 febbraio 2013, 8.45

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Non c’è contraddizione tra l’essere il Vicario di Cristo e le debolezze dell’umana persona. Tale incarico, infatti, è pur sempre stato conferito ad un uomo. Che  continua ad avere tutti i limiti degli altri uomini. L’infallibilità papale sulle questioni di fede, per intenderci, non è messa, dal punto di vista cattolico, in discussione. Ma la persona cui viene conferita tale facoltà deve essere in grado di sostenerne il fardello. Credo che ogni volta che la modernità ha fatto  arretrare i confini del sacro, il sacro si é desecolarizzato, é diventato più profondo e più puro. Nel caso specifico, il gesto di Ratzinger impone un approfondimento del mistero dell’essere Vicario di Cristo.

Secondo lei, qual è stato, in termini laici, il suo contributo principale al dibattito pubblico?

Credo che l’apporto maggiore sia stato dato dalla sua produzione intellettuale volta a contemplare il rapporto ineludibile tra la ragione e la fede. Alcuni passaggi del suo pontificato, quali quelli rispetto al rapporto con il mondo ebraico, hanno testimoniato come sia possibile dialogare con le altre confessioni e, più in generale, come sia possibile dialogare con chi la pensa diversamente senza per questo dover rinunciare alla propria identità. Mi pare, infine, che vada sottolineato il suo lavoro sulla storicità della figura di Gesù.

Ci spieghi.

Ratzinger non si è crogiolato nella figura del Gesù-Dio; ci ha spiegato la storicità della sua figura e come questa storicità rendeva più intensa,  più nuova e più sconvolgente, l’esperienza di Cristo.

 

(Paolo Nessi)



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