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PAPA/ Benedetto XVI saluta il clero romano: rimarrò nascosto per il mondo

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Oggi Benedetto XVI ha incontrato il clero romano. Per l’ultima volta, nelle vesti di Papa. E, forse, se davvero si ritirerà a vita isolata, sarà l’ultima volta in tutti i sensi. Riferendosi al momento in cui le dimissioni saranno state date, Padre Federico Lombardi, ha fatto sapere che la sicurezza di Ratzinger continuerà ad essere assicurata dalle autorità vaticane. Saranno posti, probabilmente, i sigilli al suo appartamento papale, ma non a Castel Gandolfo, non essendoci documenti di particolare rilevanza. Padre Lombardi ha, inoltre, precisato che Georg Gaenswein resterà prefetto della Casa Pontificia, e che accompagnerà il Papa sia a Castel Gandolfo che nel convento di clausura. Anche le Memores Domini che lo già lo seguono lo accompagneranno nella nuova residenza. Al suo ingresso in Aula Paolo VI, in Vaticano, è stato accolto da un lungo e clamoroso applauso. «Grazie a voi, grazie per il vostro affetto, per il grandissimo amore per il Papa», ha esordito Ratzinger di fronte ad un pubblico in cui non mancavano sacerdoti con il volto rigato dalle lacrime per la commozione. «Anche se mi ritiro adesso sono sempre vicino in preghiera a tutti voi e voi sarete vicini a me anche se rimango nascosto per il mondo». Al Papa ha risposto il cardinal Vallini, che, con voce rotta dalla commozione, parlando a nome di tutti i sacerdoti romani, ha detto che al Papa gli vogliono davvero bene e che, come lui ha chiesto, pregheranno ancora più di prima. Vallini, che è vescovo vicario della Diocesi di Roma, ha, inoltre, affermato che «la tradizione che vede il clero di Roma riunirsi intorno al suo vescovo all'inizio della Quaresima è stata sempre considerata un dono grande per il nostro cammino spirituale e per i frutti pastorali del nostro ministero. Ma l'incontro di oggi - come è facile comprendere - assume un significato ed un valore del tutto particolari per quanto ella, vicario di Cristo, vorrà consegnarci e invitarci a custodire come "perla preziosa" per noi e per la Chiesa». 


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