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Cronaca

SAN VALENTINO/ Costanza Miriano: gli innamorati? Non sanno più cos'è la felicità

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Riconoscere le differenze e valorizzarle, smettere di competere in casa o al lavoro. Abbiamo talenti diversi, non dobbiamo pretendere l'uguaglianza banale come il dividersi i compiti a metà. Quando mi capita di presentare i libri c'è sempre chi mi chiede chi in casa nostra lava i piatti. Io non rispondo. Il vero rispetto della diversità va oltre la divisione delle mansioni.

 

Ma in cosa sono diversi veramente uomo e donna?

Hanno uno sguardo diversissimo sul mondo. E' lì che si gioca una complementarità spirituale, non su chi lava i piatti dei due. La differenza non la vede solo chi è accecato dall'ideologia, è talmente evidente che siamo diversi uno dall'altro, l'uomo e la donna hanno un carisma diverso. Giovanni Paolo II diceva che Dio affida l'umanità alla donna, che ha il carisma dell'accoglienza, di custodire la vita, la mediazione. La donna è colei che accoglie.

 

E l'uomo che fa?

L'uomo invece è spinto verso l'esterno, verso il modificare il mondo, verso la sua costruzione. Sono due vocazioni profondamente diverse che si completano a vicenda.

 

Lei parla anche di uomini immaturi che hanno perso il loro ruolo virile, paterno, autorevole. Come ha fatto l'uomo a perdere questo ruolo e come può recuperarlo?

Nei miei libri sono partita dalla donna, me la sono presa con le donne perché penso siano state le donne ad alterare il rapporto uomo-donna. Le donne hanno voluto assumere una identità maschile e di conseguenza hanno alterato questa polarità. L'uomo si è femminilizzato. A scuola si fanno i complimenti al padre che cambia i pannolini: niente di male, ma la madre insegna a vivere, il padre insegna ad accogliere le frustrazioni, a sopportare su di sé la frustrazione del figlio quando la madre, che è così profondamente congiunta al figlio a cui ha dato la vita, non si sente mai o quasi di dire di no. 

 

Il padre come figura autorevole è stato accusato di essere solo autoritario e perciò combattuto.

La madre è sempre accogliente, giustifica. Il padre rappresenta la regola, che è il bene del figlio. Il padre deve dire: qui c'è un muro e non si passa. Lo fa per il bene del figlio, perché non vada a sbattere su quel muro. Riusciamo a essere profondamente padri e madri rispettando i ruoli e mai contraddicendoci davanti ai figli. Solo con un uomo e una donna i figli crescono bene, contrariamente a quanto si vuol dire oggi.

 

Cioè che non hanno bisogno del padre e della madre?