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SAN VALENTINO/ Costanza Miriano: gli innamorati? Non sanno più cos'è la felicità

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Oggi assistiamo a una carenza mostruosa della figura paterna. I padri faticano a dire di no ai figli, viviamo in una società della gratificazione immediata, non sappiamo dire no a noi stessi e quindi neanche ai figli.

 

Questo discorso ci porta verso il matrimonio gay. Ad esempio in Francia oggi si discute anche di adozione da parte degli omosessuali.

L'obiettivo ultimo delle battaglie per il matrimonio gay è il diritto al figlio. I diritti gli omosessuali già li hanno, anzi vorrei approfittare per ribadire cosa i giornali non dicono mai. Le coppie di fatto sono favorite in modo scandaloso rispetto alle coppie sposate. I conviventi che si sposano perdono i diritti alle agevolazioni, agli assegni, devono sommare i redditi, cosa che invece quando sono solo conviventi non fanno. Per cui non si sposano o si separano in modo fittizio perché conviene non sposarsi, conviene esser conviventi. Queste coppie che siano etero o omosessuali non hanno nessun diritto da rivendicare, sono favoriti. Oggi c'è l'eterofobia non l'omofobia: le famiglie sposate sono profondamente penalizzate.

 

Ci spieghi meglio questo concetto.

Le famiglie sono penalizzate da un punto di vista economico, accesso agli assegni familiari, agli asili nido, agevolazioni fiscali. C'è una propaganda incredibile sui giornali, sembra che le famiglie siano tutelate dallo stato ma non è così. Le faccio un esempio:  quando ho avuto un incidente mio marito è venuto in ospedale e nessuno gli ha chiesto il certificato matrimoniale. E allora perché i giornali continuano a scrivere certe bugie? Certo, non so cosa sarebbe successo se fosse stato necessario un consenso a un'operazione. Ma questo mi sembra il minimo. Avere contratto l'impegno di essere uniti per sempre, dando una famiglia stabile ai nostri figli, un bene per tutta la società, facendoci carico di tutti i loro bisogni dovrà pur valere qualcosa, o no? Chi pagherà le pensioni dei single? Se le famiglie regolari facessero un bello sciopero fiscale, e smettessero di pagare gli assegni familiari ai conviventi?

 

E il diritto al figlio cosa sottintende?

Il figlio non è un diritto di nessuno, neanche delle coppie sposate, viene o non viene. Il figlio è un dono. E perché un figlio cresca bene ha bisogno di padre e madre. Gli omosessuali siano liberi nel loro privato di vivere la sessualità che vogliono, ma anche su questo si raccontano falsità: che siano discriminati non è vero, chi ha mai chiesto a un cuoco o all'edicolante con chi vanno a letto? Non interessa a nessuno. Il vero obbiettivo è il diritto al figlio. La libertà di ognuno è sacra ma i figli sono più sacri ancora della nostra presunta libertà. 

 

Abbiamo però assistito a un caso indicativo, la Cassazione che pronunciandosi su un affidamento a una coppia di donne, ha detto che non esiste nessuna prova che un figlio non possa crescere in modo sano anche con due genitori dello stesso sesso.

Non conosco nei dettagli la vicenda, ma per come è riportata dai giornali è molto particolare, e non può essere certo eletta a caso esemplificativo, generale... C'è un padre violento, ma c'è anche una terapeuta di una comunità per tossicodipendenti, se non ho capito male. Anche quello è un caso molto molto particolare. Di solito le relazioni tra terapeuta e assistito sono profondamente sconsigliabili, perché non si tratta di un rapporto alla pari. Chissà, ma la mia è solo un'ipotesi, ripeto, non conosco i fatti a fondo, forse se il terapeuta fosse stato uomoci sarebbe stata una cautela in più. E' un'ipotesi, ripeto. Non è che ci troviamo di fronte a un caso di eterofobia? Per giudicare bisognerebbe conoscere bene i fatti, le sentenze non si commentano così. Posso dire che, al contrario di quanto sostiene la propaganda di Arcigay e simili, io credo che ci siano pregiudizi positivi nei confronti degli omossessuali, e tendenzialmente negativi nei confronti degli uomini eterosessuali. Mi spiega sennò come possa essere successo che le coppie di persone dello stesso sesso si chiamano famiglie arcobaleno, quando invece sono quelle a tinta unita, perché composte da due uguali?

 

Siamo alla vigilia di San Valentino, la festa degli innamorati, festa che è diventata la celebrazione del sentimentalismo e della banalità. Per lei che cosa è?

San Valentino è la festa degli innamorati mentre noi siamo per l'amore che viene dopo l'innamoramento, quello che si costruisce giorno dopo giorno. Dopo l'innamoramento c'è una cosa molto più bella che è l'amore, precluso a coloro che vivono passando di passione in passione. L'amore che viene dopo conduce a vette accessibili a pochi; a quelli che resistono, capaci di preservare nell'impegno. 



(Paolo Vites) 



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