BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

ATTACCO HACKER/ Il sito del Tribunale di Milano ancora offline

Un attacco Hacker in pieno stile Anonimous con tanto di effige della maschera ormai celeberrima 'V per Vendetta', abbatte il sito del Tribunale di Milano. Che ancora non è tornato online

Una toga (Foto: Infophoto)Una toga (Foto: Infophoto)

Un attacco Hacker in pieno stile Anonimous con tanto di effige della maschera ormai celeberrima "V per Vendetta", vera e propria icona dei ribelli della rete. Questa volta però - e sempre ammesso che il gruppo di informatici che ha portato l'attacco non siano cani sciolti - l'obiettivo è ambizioso. E' il sito del tribunale di Milano. Anche la roccaforte del diritto, difeso a suon di cause e manette, pare caduta in modo rovinoso, tanto che a quattro ore di distanza dall'attacco che ha sostituito la homepage con un messaggio di rivoluzione cibernetica, il sito è ancora non disponibile. "Per motivi tecnici il sito è momentaneamente indisponibile. Ci scusiamo per il disagio" recita laconicamente una scritta (anonima pure quella) nera in campo bianco che i tecnici si sono giusto presi la briga solo di mettere in centro alla pagina. Sì perchè il sito è ancora offline e questo non è certo un bene per l'immagine della magistratura milanese. Per il tribunale più importante d'Italia (almeno per i reati che non riguardano la mafia) lo smacco è evidente. Tanto che Livia Pomodoro, presidente del Tribunale di Milano, a TgCom 24 rilacia una dichiarazione lapidaria e piuttosto seccata. "E’ un fatto grave quando si attaccano siti sensibili - dice - siamo sconcertati da questo attacco". "Non credo - si affretta ad aggiungere - che ci siano pericoli, il sito è aperto al pubblico, non è un sito riservato interno, quindi non ci sono dati riservati". Ma il fastidio per la violazione è evidente. "Preparatevi ha inizio l'apocalisse! - recitava il messaggio degli hacker - E' la fine per un nuovo inizio. Sta arrivando come l'ira di DIO il vero cambiamento per i giovani del popolo italiano. La giovane Italia degli italiani che lavorano e sono stufi di essere presi per il culo, derubati, maltrattati dai quei delinquenti che ci governano e da tutte le lobby che li supportano. Da adesso pagheranno per tutto quello che hanno fatto. RIVOLUZIONE DIGITALE". Ora individuare queste persone sarà per la magistratura milanese un punto d'onore da segnare assolutamente.

© Riproduzione Riservata.