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J'ACCUSE/ Il giurista: con una sentenza l'Europa "apre" alle adozioni gay anche in Italia

La Corte europea dei diritti umani La Corte europea dei diritti umani

L’Unione Europea lo sta intendendo in un’ottica di famiglia privata direi quasi di famiglia artificiale. Come ha visto anche la decisione di Strasburgo si ricollega al diritto della vita privata e famigliare: coltivare i propri affetti implica che si stia creando artificialmente una famiglia a prescindere dal fatto che questa sia fondata sul matrimonio o meno. In realtà è la scelta privata degli affetti che fa nascere un concetto di vita famigliare che deve essere rispettato e non discriminato. Dunque, all’interno di questo contesto i conviventi seguono quelli che sono i loro desideri e bisogni, anche quello di adottare un figlio. Ovviamente, però bisogna tenere presente che c’è un “terzo incomodo”: il bambino stesso che ha dei diritti (a volte trascurati), che non sono quelli di avere davanti a sé, nella fase più delicata della sua vita, due uomini o due donne che lo allevano ma il diritto, invece, di vedere rappresentato ciò che è naturale e cioè di relazionarsi con due figure genitoriali, una maschile e una femminile.

(Elena Pescucci)

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