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ATTACCO AL PAPA/ Ingrao (Panorama): il mio scoop travisato da Repubblica per colpire Benedetto

Pubblicazione:venerdì 22 febbraio 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 22 febbraio 2013, 9.22

Il Papa Benedetto XVI Il Papa Benedetto XVI

Benedetto XVI ha una visione molto più ampia dei problemi della Chiesa e quindi delle sfide e delle difficoltà che ha nel mondo, dall’America del Nord al Sudamerica, passando per il centro Europa, fino all’Italia. Joseph Ratzinger avverte quindi le difficoltà interne di gestione della macchina vaticana, ma anche l’urgenza del fatto che ci sia una persona che si faccia carico con energia dei grandi problemi della Chiesa nel mondo. Non vorrei quindi che noi pensassimo che tutto gira intorno alla Curia. Questo è un pezzo importante ma non esclusivo. Ratzinger si trova in Curia dal 1982, ben prima di diventare Papa.

 

Ritiene davvero che il rapporto segreto possa contenere qualcosa che Benedetto XVI non conosceva già da tempo?

Il Papa aveva certamente cognizione di certi episodi. Negli ultimi otto anni Benedetto XVI ha continuato a ribadire, chiedere e invitare a superare i carrierismi, le divisioni e le lotte di potere. Il Papa sperava che il suo appello fosse stato raccolto. D’altra parte Ratzinger è sempre stato fuori dalle correnti, dai rapporti, da certe filiere di amicizie. La fuga dei documenti ha offerto il pretesto per questa indagine, che poi è stata molto più ampia e a tutto campo e ha consentito di vedere come purtroppo anche nella cerchia più stretta dei collaboratori del Papa, i suoi appelli non fossero stati sufficientemente ascoltati. Ora quindi per Benedetto XVI è molto difficile, con le energie che ha, riuscire a modificare una situazione di questo tipo e preferisce affidarla al suo successore.

 

Quali saranno le conseguenze di questo rapporto segreto sul prossimo Conclave?

Questo rapporto sarà il “convitato di pietra” del Conclave. I tre cardinali che hanno svolto questa inchiesta così meticolosa dovranno mantenere il segreto e non entreranno nel Conclave in quanto non votano, ma il giudizio espresso nel rapporto peserà. Julian Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi sono venuti a conoscenza di una serie di filiere, di rapporti e di situazioni. Tutti i cardinali elettori sanno che il prossimo Papa prenderà in mano questo rapporto e sulla sua base dovrà compiere delle scelte. L’influenza del rapporto sul Conclave sarà quindi silenziosa, ma ne influenzerà lo svolgimento. I tre cardinali non potranno dire che cosa c’è scritto, ma sicuramente potranno orientare i confratelli in una direzione piuttosto che in un’altra, sapendo quella che è la reale situazione e i reali rapporti.

 

(Pietro Vernizzi)



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