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YARA GAMBIRASIO/ Mohamed Fikri accusato di favoreggiamento, cambia la sua posizione giudiziaria

La procura di Bergamo ha disposto il cambio della posizione giudiziaria di Mohammed Fikri, il marocchino accusato fino a oggi di omicidio nel caso Yara Gambirasio

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Delitto Yara Gambirasio, finalmente qualcosa si muove dopo anni di indagini che non hanno portato a nulla. L'unico sospetto, il marocchino Mohamed Fikri fermato pochi giorni dopo la sparizione di Yara a causa di una intercettazione telefonica compromettente, poi rilasciato perché la telefonata stessa per via della traduzione non risultava significativa, torna in primo piano. L'accusa nei suoi confronti infatti passa da omicidio a favoreggiamento. Da tempo chi si occupa delle indagini aveva chiesto l'archiviazione completa della sua posizione giudicandolo del tutto estraneo ai fatti. Era però intervenuta più volte la famiglia di Yara per chiedere che ciò non avvenisse arrivando anche a scrivere una lettera al Presidente della Repubblica che doveva rimanere segreta ma che invece i media hanno reso pubblica. Come si sa nell'intercettazione telefonica il marocchino sarebbe stato sentito dire frasi come Mio Dio l'hanno uccisa, come qualcuno che avesse visto quello che era successo. Ma la traduzione fatta fu giudicata infedele. La sua posizione giudiziaria però e è rimasta sempre aperta e adesso cambia: favoreggiamento vuol dire che il marocchino ha visto davvero quello che è successo ma non ha mai confessato. La procura voleva archiviare del tutto la sua posizione e invece così non è stato: esulta la difesa di Mohamed Fikri perché sostiene che anche questa posizione sarà archiviata: "dalle indagini non è emerso alcun tentativo di favoreggiamento" . Dunque una situazione ambigua ma che almeno permette si possano continuare le indagini. Recentemente gli inquirenti hanno poi disposto  l'esame del cadavere dell'uomo morto diversi anni fa e di cui si trovarono tracce di dna sul cadavere di Yara. Si sospetta infatti che un suo figlio non riconosciuto possa essere l'assassino della ragazzina, rapita nel novembre di due anni fa davanti alla palestra vicino alla sua abitazione. L'esame di migliaia di dna in tutti questi anni non ha invece portato ad altre scoperte utili per le indagini.