BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 23 febbraio, si celebra San Giovanni Theristis, il monaco che salvò il grano da un nubifragio

Pubblicazione:sabato 23 febbraio 2013

San Giovanni Theristis San Giovanni Theristis

Il giorno 23 febbraio cade la ricorrenza, secondo il calendario della Santa Romana Chiesa, di San Giovanni Theristis, un monaco dall'incrollabile fede, che nutriva quotidianamente dedicando molte ore alla preghiera e all'ascesi per cercare di raggiungere, quanto più possibile nel corso della propria vita, la purezza dello spirito a scapito del corpo, con continue mortificazioni. Giovanni Therestis è un santo di origini greche, ma che visse tra la Sicilia e la Calabria. La data della sua nascita è stata ricostruita dagli storici intorno al 995, anche se in merito non ci sono documenti che lo accertino in maniera assoluta. Giovanni nacque nella città di Palermo. La sua fu un'infanzia molto difficile. Sua madre, quando lo portava in grembo, fu fatta prigioniera nel piccolo centro abitato di Stilo in Calabria da alcuni soldati saraceni, che in quel periodo attaccavano molto spesso le coste calabre per fare bottini, razzie e schiavi. La madre fu fatta schiava e portata a Palermo, mentre il padre fu ucciso mentre tentava di proteggere la moglie. Dunque, Giovanni nacque come schiavo dei saraceni e, soprattutto, in un ambiente in cui la religione professata era quella musulmana.

Nonostante ciò, sua madre riuscì a educare Giovanni secondo i dogmi cristiani e questo lo aiutò a capire quale fosse il suo percorso spirituale. Da quanto si apprende da alcuni racconti dell’epoca, la madre gli raccontò di quanto accaduto a Stilo e inoltre lo invogliò continuamente affinché sfruttasse ogni minima possibilità per poter scappare dalla Sicilia e far ritorno nella sua vera terra di origine, la Calabria. All’età di 14 anni Giovanni riuscì a compiere il volere della madre. Si racconta che fu in grado di attraversare lo Stretto di Messina a bordo di una piccola barca priva di remi e vela. A questo episodio è legato anche un fatto miracoloso: Giovanni, che con sé aveva soltanto una piccola croce, si trovò a un certo punto dell'attraversata nelle vicinanze di una pericolosa Galea saracena. In maniera miracolosa la barca di Giovanni si inabissò per poi riemergere lontano dallo sguardo dei saraceni, riuscendo così ad attraccare nel suolo calabrese. Una volta arrivato nel proprio paese, Stilo, per via dei suoi vestiti tipicamente saraceni, fu scambiato per uno di loro. Fu portato dal Vescovo che guidava la diocesi di cui faceva parte Stilo, e dinnanzi a lui raccontò la propria storia e il proprio desiderio di essere battezzato. Il vescovo non diede credito alle sue parole e prima di battezzarlo lo sottopose a una serie di prove che lui con l'aiuto del Signore riuscì a superare in maniera piuttosto brillante.


  PAG. SUCC. >