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PAPA/ A chi giova parlare di lobby gay alla vigilia del conclave?

Pubblicazione:domenica 24 febbraio 2013

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Ci pensò Pio X, scandalizzato dall’andamento del conclave che lo elesse, a eliminare gli intrighi di corte e le ingerenze imperiali con l’esortazione Vacante Sede Apostolica (1904) con cui toglieva a re e monarchi l’antico privilegio di contrattare con la terza persona della Trinità. Ma oggi il nemico è più sottile, “si tenta di mettere in gioco il peso dell’opinione pubblica, spesso sulla base di valutazioni che non colgono l’aspetto tipicamente spirituale del momento che la Chiesa sta vivendo”. 

Come? “Con la diffusione di notizie spesso non verificate, o non verificabili, o addirittura false, anche con grave danno di persone e istituzioni”. Così abbiamo letto della lobby gay vaticana, di vizi e virtù di porporati e monsignori impiastricciati in beghe curiali, di lotte feroci, antagonismi all’ultima lama e di ogni sorta di cedimento e nefandezza entro le mura leonine. Sia chiaro, la Chiesa è Santa, i suoi uomini non tutti. I cardinali sono umanissimi, i problemi esistono, le tensioni e le difficoltà anche: altrimenti Benedetto XVI non sarebbe stato costretto all’umiliazione di un pontificato “incompiuto”. Ma ciò che non si può accettare è l’attentato alla libertà, il tentativo “mondano” di orientare gli elettori, di spruzzare fango sulla bellezza di ciò che avviene nella Cappella Sistina. 

E poco importa che giornalisti compiacenti, e direttori di “grandi testate a con piccoli testicoli”, come ebbe a dire l’indimenticato Giovanni Testori, usino proprio la debolezza della Chiesa per colpirla più a fondo, affidandosi ai sussurri di corridoio, alle malignità rancorose, alle interessate supposizioni di doppiogiochisti. Un nemico si agita e sferza con la coda, “sembra quasi che il maligno voglia permanentemente sporcare la creazione, contraddire Dio e rendere irriconoscibile la sua verità e la sua bellezza” ha detto oggi il Papa al termine di una settimana di silenzio. Parole apocalittiche adeguate al momento. Ma c’è la speranza ferma che nella “notte oscura” si possa “toccare la mano di Dio”. E non è quello che fa l’Adamo michelangiolesco nella Cappella Sistina? 

P.S. in fondo poi basterebbe poco, un po’ di sano mestiere. Esempio: Giovanna Chirri, competente, professionale, preparata coglie nel latino di Benedetto XVI la notizia delle sue dimissioni e la lancia in agenzia realizzando lo scoop del secolo. Una firma superba di un superbo giornale pubblica un’inchiesta a puntate, scopiazzata e ridicolizzata dal direttore della Sala Stampa Vaticana per il numero decisamente alto di falsità e inesattezze. I due scritti fanno il giro del mondo. Quale rimarrà alla storia?   



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COMMENTI
24/02/2013 - Anticlericalismo (Paolo Azzone)

L'anticlericalismo mostra ancora una volta la sua faccia autoritaria. Forse il risultato elettorale fa paura a ai paladini dell'ateismo di stato.