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IL CASO/ Pistorius, Armstrong & Co.: gli dei cadono, ma chi li ha fatti?

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Oscar Pistorius (InfoPhoto)  Oscar Pistorius (InfoPhoto)

Quindi il suo tenacissimo riscatto sportivo sino all’atletica ad alto livello: le sue controverse protesi di metallo elastico hanno permesso a “Blade runner” performances incredibili sino a qualificarsi per la semifinale alle olimpiadi di Londra 2012 tra i cosiddetti normodotati. Oltre alle varie medaglie d’oro vinte a mani basse alle paraolimpiadi. Ricco, sex-simbol, modello di chi ha superato tutti gli handicap della vita. Ora è finito tutto, non potrà più correre nella cella dove rischia di rimanere a vita per aver ucciso la sua fidanzata, “una donna indifesa ed innocente”. Ora si rivela che era un violento, con la passione per le armi, l’alcool e le auto superveloci.

E che dire di Tiger Woods, grande golfista, uno degli sportivi più pagati, per giunta nero, dominatore assoluto del green. Dopo che si è rivelato adultero seriale, andato a letto con madri e figlie, tutto quello che di buono aveva combinato col golf è scomparso; è rimasto un uomo inaffidabile con seri problemi di dipendenza dal sesso. Non è un assassino ma quasi.

Per finire non possiamo dimenticare Alex Schwazer, altoatesino, il prototipo del bravo ragazzo acqua e sapone, conteso dagli spot pubblicitari per la sua faccia pulita, il marciatore che ha trionfato nella gara più dura alle olimpiadi di Pechino: 50 chilometri senza mai correre, ma ancheggiando migliaia di volte sino a distaccare ogni altro avversario. Le sue lacrime in diretta davanti ai microfoni dopo l’ammissione del doping sono nella memoria di tutti, a suo perenne disonore. 

Ed altri esempi non mancherebbero.

Inutile negarlo, l’errore c’è stato: questo tradimento del patto tra noi ed i nostri eroi pesa. Ma ricordarsi che l’uomo, cioè io, è inferno e paradiso, bene purissimo e male orribile ci permette di essere almeno realisti e magari di perdonare. Sappiamo bene chi siamo, per questo non possiamo accettare che un uomo ci venga proposto come eroe o addirittura idolo per motivi del tutto secondari rispetto alla nostra vita vera, ma nemmeno come mostro. Dobbiamo decidere cosa ci interessa, essere meno superficiali nei giudizi, capire quali sono i valori fondanti della nostra vita. Gli idoli sono creati dalle mani dell’uomo, dall’uomo viene data loro la vita e la morte, sono della sua stessa natura.

L’ uomo ha sempre una risorsa infinita: il desiderio di bene del suo cuore ed il rapporto con Chi lo compie anche dopo le cadute più rovinose.



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