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Cronaca

PAPA/ Il Motu proprio di Benedetto salva la Sistina dall'assalto dei "corvi"

I cardinali nella Cappella Sistina (InfoPhoto)I cardinali nella Cappella Sistina (InfoPhoto)

E poi le parole, riportate subito dalla affidabile Bbc, con cui O’Brien ha comunicato al mondo, prima che al collegio cardinalizio, la decisione di non partire per Roma: “Chiedo la benedizione di Dio sui miei confratelli” ma “io non mi aggiungerò a loro di persona per questo Conclave. Non voglio che l’attenzione dei media a Roma sia concentrata su di me”. Nella dichiarazione anche la frase carica di ambiguità “Mi scuso con coloro che ho offeso”, che non fa chiarezza sulla vicenda e intorbida il momento. 

Così il tagliente vento scozzese ha scaraventato giù dal podio l’altra notizia del giorno, la pubblicazione dell’attessissimo Motu Proprio con cui il Pontefice, a quattro giorni dalla fine del suo pontificato, ha modificato alcune norme della Universi Dominici Gregis, la costituzione apostolica firmata da Giovanni Paolo II con cui si determinavano le regole del conclave. Come prevedibile il Papa ha lasciato al collegio cardinalizio la responsabilità di anticipare la data di inizio del Conclave, pur non alterando il tempo ragionevole di attesa stabilito dalla precedente normativa. In pratica ha “ordinato” che si attendano i 15 giorni canonici dall’inizio della sede vacante, ma ha “concesso” la facoltà ai cardinali di anticipare il Conclave se tutti gli elettori sono presenti prima della scadenza stabilita.

Il solito buon senso bavarese, tutto rigore e tradizione. Ma anche un classico esempio della nobiltà con cui Benedetto XVI governa e ha governato, rispettando la libertà e la coscienza altrui, senza mai venir meno al suo compito di guida. Quindi, molto probabilmente, al termine della prima congregazione generale, sapremo anche la data in cui i porporati si chiuderanno nella Sistina. Una decisione che prenderanno a maggioranza assoluta tutte le berrette rosse, votanti e non.

Nel Normas Nonnullas (questo il titolo del Motu Proprio) altre novità: viene stabilito che per una “elezione valida” si richiedono “almeno due terzi dei suffragi, computati sulla base degli elettori votanti” e che nel caso si passi all’elezione per ballottaggio su due candidati, dopo 30 scrutinii a vuoto, i due prescelti non potranno votarsi. Una scelta elegante e persino rispettosa dello Spirito Santo. Più dure le pene per chi viola il segreto sul conclave. Scomunica latae sententiae (vale a dire automaticamente fuori dalla comunione della Chiesa), per religiosi, cerimonieri e tecnici che hanno lo straordinario privilegio di assistere alla elezione del successore di Pietro. Graziati i cardinali elettori: il Papa non se l’è sentita di offendere la dignità cardinalizia mettendo in conto possibili rivelazioni porporate. Eppure di chiacchieroni ce ne sono tanti. Ma si sa, Benedetto XVI vuol bene ai suoi collaboratori e ancora di più alla Chiesa.

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