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Cronaca

PAPA/ La lettera: da cattolico, chiedo scusa a Benedetto XVI

“Sento da semplice cattolico di chiedere scusa a Benedetto XVI e di invitare i credenti a pregare per la Sua Croce”. Antonino Giannone, vice presidente Alef (Associazione Liberi e Forti)

Benedetto XVI (InfoPhoto)Benedetto XVI (InfoPhoto)

Caro direttore,
Benedetto XVI lascia il Pontificato: 28 Febbraio 2013. Sento da semplice cattolico di chiedere scusa a Benedetto XVI e di invitare i credenti a pregare per la Sua Croce. Insieme a tantissimi cattolici, laici, penso che sia giusto chiedere scusa a Benedetto XVI per non avere saputo e voluto ascoltare i suoi appelli e quelli dei Papi che lo hanno preceduto: Giovanni Paolo II e Paolo VI, rivolti ai nostri comportamenti di cattolici non coerenti al messaggio evangelico. 

Oggi sento che dovremmo chiedere perdono a Dio per essere stati un grande peso per Benedetto XVI, che non ha retto a tante pesantezze e ostilità interne alla Chiesa e a quelle violente dall’esterno. Benedetto XVI non ha sopportato tutto questo peso, anche per causa nostra, ma il peso enorme della sua Croce ha scelto di continuare a portarlo - da oggi - non più da Papa, e lo fa per il bene della Chiesa, per favorire un grande rinnovamento spirituale con il suo successore alla cattedra di Pietro. 

Rifletteremo sui suoi ammonimenti e faremo riflettere chi incontreremo, specie i cattolici “adulti” e i politici che si dichiarano cattolici. Tutti costoro dovrebbero sentirsi ancora di più responsabili e dovrebbero riflettere sui loro comportamenti e sulle loro scelte incoerenti che non mirano a trasformare, in proposte e leggi, gli importanti temi della dottrina sociale della Chiesa. Tutti costoro hanno mantenuto e mantengono un atteggiamento di laissez faire sui principi non negoziabili che sentono di non tutelare (vita, famiglia naturale, libertà di educazione, procreazione responsabile) in una società sempre più tecnologica e globalizzata. 

Il loro disimpegno dal tutelare i principi non negoziabili ha contribuito anche alla non elezione di molti di loro e al complessivo risultato elettorale che conferma che noi cattolici siamo “in confusione” sull’insegnamento evangelico di Gesù Cristo e sui principi intrinseci al Credo della nostra Fede cristiana. Purtroppo l’uomo sta sempre piu accettando il “cancro” del relativismo e nichilismo che attecchiscono ormai anche nei cuori di molti cattolici, preti e prelati. La deriva si conclude nella politica, dove noi cattolici siamo diventati ininfluenti; per fortuna non lo siamo ancora nell’impegno e nelle responsabilità nella società civile, dove operiamo.