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Cronaca

IL CASO/ Cristina Acquistapace: essere nata "down" non ha tolto nulla alla mia libertà

Cristina Acquistapace (InfoPhoto)Cristina Acquistapace (InfoPhoto)

In casa nostra si credeva in modo semplice e si pregava in modo semplice. Ma quando si sono trovati di fronte una figlia che dopo aver fatto un bel pezzo di strada in salita, ha detto loro che voleva consacrarsi, non è stato tanto facile.

 

Però le hanno lasciato la libertà di fare la sua scelta.

All'inizio hanno avuto qualche problema ad accettare questa cosa. Dicevano: lascia stare, sei già consacrata mediante il battesimo e puoi lo stesso vivere la fede, andare in chiesa e fare del bene. Però io ho detto che dovevo vivere la mia vita e non la loro. E che quando Dio chiama, mettersi contro di Lui non serve: hanno dovuto accettare per forza.

 

E' difficile accettare di vivere con i limiti che una condizione come la sua le dà?

Accettare i propri limiti è prova di intelligenza e questo vale per tutti, down o non down. E' più facile cercare la via più semplice per vivere, ma se andiamo avanti a prendere le strade più facili non cresceremo mai. La sindrome di down, per quanto possa a volte essere difficile, per me non è mai stata una maledizione; anzi è stata una benedizione. Una prova per vedere se ero in grado di vivere una vita piena come chiunque.


E adesso può dire che è stato così? 

Sì, ho accettato la sfida e e non mi sono mai sentita diversa da nessuno, pur con i miei limiti.



(Paolo Vites) 

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