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IL CASO/ Figini: i cattivi genitori in tribunale? Un dramma che ci chiede il senso dell'essere padri

Pubblicazione:domenica 3 febbraio 2013

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Genitori condannati perché, dice la sentenza, non hanno educato bene i loro figli: "oggettive carenze educative e deficit di attenzione". E' il caso di una coppia di genitori condannata a risarcire con 800mila euro la vittima dei loro due figli, un altro giovane che i due avevano tentato di assassinare a coltellate "perché non sapeva tenere il tempo quando suonava la chitarra nella loro band". Il caso si apre a diverse valutazioni: è giusto condannare i genitori per le colpe dei figli, e soprattutto può lo Stato dire che dei genitori non sanno educare? E cosa vuol dire "educare bene"? Ilsussidiario.net lo ha chiesto a Erasmo Figini, fondatore della comunità familiare La Cometa di Como: "Lo Stato e dunque i giudici hanno tutti i mezzi a disposizione per dire se un genitore è in grado di fare il genitore o no, attraverso professionisti che ci sono e che possono valutare i singoli casi. E' un lavoro molto delicato, ma i professionisti ci sono". Piuttosto, aggiunge Figini, "cerchiamo di sparare meno sentenze sui giornali, una cosa che porta solo disperazione, e mettiamoci tutti al lavoro cercando di diventare uomini e padri autorevoli, dei veri educatori".

 

Si possono condannare dei genitori con la motivazione che non hanno educato bene i figli? Chi decide se una educazione è buona o no?

Sicuramente oggi si è perso il significato di cosa voglia dire educare un ragazzo. Per l'esperienza che ho io, l'educazione si gioca sempre  dentro un rapporto di verità e di confronto, fatto sempre in maniera sincera e vera soprattutto in rapporto all'età del giovane. Senza scandalizzarsi dei sentimenti degli altri, perché l'uomo non deve scandalizzarsi di nessun sentimento, deve affrontarlo, cercare di comprenderlo e lavorarci su. Non erigere dei muri, non aver paura di entrare nelle problematiche degli altri, ma farlo cercando sempre di offrire un varco attraverso cui poter accogliere le confidenze, le paure, le ansie. Questo è vero soprattutto quando hai figli in affido con vissuti e storie diverse tra loro.

 

Nel caso specifico, lei ritiene che si possa bollare un padre e una madre di incapacità educativa?

Mi verrebbe da dire, a chi si permette di sentenziare che due genitori non hanno educato bene: okay, allora provaci tu a farlo. Educare è difficile e complesso: devi tener conto di tutti i fattori, le paure che si sovrappongono, le ansie che giungono, la paura di spezzare una catena, il timore che la tradizione di famiglia non venga portata avanti.

 

Nella sua esperienza educativa, avendo a che fare con ragazzi che provengono da famiglie problematiche, le sarà capitato di dover affrontare anche i genitori.  


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