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Cronaca

EFFETTI SPECIALI/ Dal fantasy all'horror, una “evasione” per cercare se stessi e la realtà

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Direi tantissimo. Hugo Pratt con Corto Maltese ha creato un personaggio unico, irripetibile, il più grande sicuramente del fumetto italiano. Lo stesso Milo Manara ha creato anche lui qualcosa di irripetibile. La sua Iliade, esposta nella mostra, racconta uno dei primi grandi racconti archetipici.  Ha personificato quella ricerca dell'evasione che tante radici ha nella storia della civiltà dell'umanità. Se si pensa all'Odissea, all'Eneide, a tutti quei racconti di viaggiatori che andavano alla ricerca dell'ignoto, inteso come superamento dei propri limiti. In fondo, una ricerca profonda di sé stessi: nell'antichità vista nella ricerca del mito, nei nostri giorni espressa attraverso la fantascienza, come la navicella Enterprise di Star Trek (di cui esponiamo un modellino rarissimo prodotto dalla Dinky Toys), che per l’appunto significa impresa, lungo un filo conduttore che è sempre rimasto in tutta la storia dell'umanità.

Da cosa nasce, secondo lei, questo desiderio dell'uomo?

Dalla voglia di scoprire, di andare al di là di ciò che è la propria realtà, come erano le colonne d'Ercole nell'antichità, proprio di quella ricerca di sé stessi che è stata espressa da libri come “Viaggio al centro della terra” o “Dalla Terra alla Luna” di Verne - ma direi da tutti i suoi libri - fino al Silver Surfer di Stan Lee o Buck Rogers, che nell’esposizione è rappresentato da una rarissima edizione Pop-up del 1del 1935, il n.169  illustrata da  Dick Calkins. La scoperta di una realtà sconosciuta con cui confrontarsi per superare il limite, che fa parte dell'essenza stessa dell'uomo.

E' stato difficile ritrovare manoscritti, locandine, tavole originali dei fumetti?

In parte erano di mia proprietà, in parte sono andato a cercarli tra gli appassionati, i mercatini dell’usato, le aste. E’ il caso di alcune copie di “Segretissimo” anni Sessanta, e alcune locandine originali di film.

Qual è ilfil rougeche unisce i diversi ambienti dell'evasione, dalla fantascienza al fantasy, all'horror, allo spionaggio e alle altre forme espressive di questo genere?

E' proprio il senso dell'avventura, quella voglia di addentrarsi in mondi paralleli, che sono sconosciuti, sembrano inaccessibili e che portano l'uomo a mettere alla prova le sue forze, per la sua voglia di conoscenza. Realtà appunto come conoscenza dove l'uomo vuole proprio anche andare alla ricerca di sé stesso. I differenti piani di realtà, la rielaborazione di archetipi comuni a tutte le culture e a ogni tempo. La fantascienza ha da lungo tempo assunto il ruolo di esplorazione delle possibilità umane; dalla sua nascita supera la realtà valicandone le leggi e propone scenari alternativi. La fantascienza rappresenta l’ideale e, insieme, l’incubo del futuro cui si rivolge e al tempo stesso si sottrae.

Cosa ne pensa dei generi fantasy, horror e spionistico?

Hanno compiuto un percorso simile: nati sulle pagine delle pubblicazioni popolari “pulp”, giungendo progressivamente ad un’affermazione tanto di pubblico quanto di consenso letterario, fino a diventare, in molti casi, autentici fenomeni di costume e in altri, classici della letteratura e del cinema. Generi che, come un abile espediente narrativo, sono stati pretesti ingegnosi per raccontare attraverso la metafora, i grandi temi individuali e collettivi.

Ci faccia qualche esempio.