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PAPA & MOVIMENTI/ Benedetto XVI: mi ricordo bene di don Giussani, con lui fu vera amicizia

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“Mi ricordo bene delle mie visite nel Palazzo accanto a Santa Maria Maggiore, dove ho conosciuto personalmente don Giussani. Ho conosciuto la sua fede, la sua gioia, la sua forza e la ricchezza delle sue idee, la creatività della fede. E' cresciuta una vera amicizia. Così, tramite lui, ho conosciuto anche meglio la comunità di Comunione e Liberazione”. Queste le parole che Papa Benedetto XVI ha rivolto al termine dell'udienza generale di ieri in Vaticano ai partecipanti all'assemblea generale della Fraternità sacerdotale di San Carlo Borromeo, fondata nel 1985 da mons. Massimo Camisasca. “Sono lieto - ha aggiunto il Santo Padre - che il successore sia con noi, che continua questa grande opera e ispira tante persone, tanti laici, donne e uomini, per collaborare alla diffusione del Vangelo, alla crescita del Regno di Dio. E qui ho conosciuto anche Massimo Camisasca, abbiamo parlato di diverse cose, ho conosciuto la sua creatività nell'arte, la sua capacità di vedere, interpretare i segni dei tempi, il suo grande dono di educatore, di sacerdote". Il Papa ha poi raccontato di aver “avuto anche l'onore di ordinare alcuni sacerdoti a Porto Santa Rufina. Era bello, quindi, sapere che qui cresce una nuova Fraternità Sacerdotale nello spirito di San Carlo Borromeo, che sempre rimane il grande modello di un Pastore che è realmente stimolato dall'amore di Cristo, cerca i piccoli, li ama e così realmente crea fede e fa crescere la Chiesa”. All’incontro erano presenti anche don Paolo Sottopietra, nuovo superiore della Fraternità subentrato a mons. Camisasca, nominato vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, il presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione don Julián Carrón e 18 sacerdoti. Proprio riguardo don Sottopietra, Benedetto XVI ha detto: “Conosco anche già da molto tempo il vostro nuovo superiore generale, che anche un po’ ha avuto contatto con la mia teologia. Così, sono contento che io possa essere anche spiritualmente e intellettualmente con voi e che possiamo reciprocamente fecondare il nostro lavoro”.


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