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IL CASO/ Omologati e perfetti, ma senza futuro: la vera tragedia dei bambini

Pubblicazione:venerdì 1 marzo 2013

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L’infanzia come la conosciamo oggi esiste da quando scuola e famiglia sono divenuti i luoghi preposti al controllo del corpo e della mente dei fanciulli per garantire la loro segregazione fisica”. Lo leggiamo nel libro di Stefano Benzoni “L’infanzia non è un gioco” (Laterza): pochi riescono ad uscire dai luoghi comuni sull’infanzia come è invece riuscito a fare Benzoni e mostrare come l’infanzia oggi venga accettata solo se è “sotto controllo”, se perde quella dinamica libera e “povera di spirito”, quella libertà che ha portato Nostro Signore ad additarla ad esempio per entrare nel regno dei Cieli. Oggi - quando sembra che il regno dei Cieli non interessi più, ma non è vero - si accetta solo una vita omologata, e dunque un’infanzia omologata di figli “perfetti per forza”, di cui gli adulti sono più gendarmi e proprietari che pro-creatori (cioè coloro che collaborano alla Creazione, dunque anche alla creatività dei loro figli, perché la Creazione si sviluppa anche attraverso la libertà e la passione sfrenata dei bambini).

Serve allora capire dove sia davvero il mostro, il mostro vero che insidia i bambini e che poco alla volta li distrugge dall’interno. Perché il mostro reale non è quello della pedofilia (o del “traffico” potremmo dire parafrasando Roberto Benigni) sventagliato dai massmedia per spaventare, fare audience e deviare l’attenzione dalla questione. Il vero mostro è la pedofobia, cioè quel processo per cui nella nostra società essere bambini semplicemente non è permesso. Non è permesso sporcarsi, creare giochi, correre a perdifiato per le strade, sporcarsi e tocchicciare tutto in casa, mettersi le mani sporche in bocca, smontare i giocattoli appena comprati, fare a spinte, urlare (ah, sì dimenticavo: sporcarsi!).

Come ben scrive Benzoni, nei giochi infantili oggidì “non c’è esercizio creativo possibile né la più sfumata chance di trasgressione alla regola del godimento per legge”; e ancora: “Ci adoperiamo con dedizione encomiabile al mito dell’adulto che fa giocare i figli tutti tesi alla felicità di un bambino ideale, che però proprio a causa del nostro comportamento, finisce per assomigliare sempre di più all’oggetto dei nostri desideri anziché ad un individuo in grado di corrispondere ai propri”. E’ la pedofobia pura. E noi ne siamo inconsapevolmente e nostro malgrado vati, guardiani e giurati.

La pedofobia è l’idea che valga solo una classe di individui, cioè chi è in grado di decidere autonomamente per sé, di consumare quello che viene proposto dalla pubblicità e di essere tanto “fighi”. I bambini non sono autonomi nemmeno per sogno, non hanno quattrini da spendere per consumare, e nemmeno sono “fighi”. Dunque sono una sotto-serie-B, che non ha diritto di cittadinanza. a meno che… non li trasformiamo noi in quello che noi crediamo sia la “serie A”. Il fatto che poi ai bambini non interessi minimamente essere autonomi-consumatori-fighi, è secondario: valgono più i criteri del consumo che ormai ci hanno inzuppato finanche il midollo osseo e i neuroni del cervello.


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COMMENTI
01/03/2013 - omologati (maria gonano)

Verrà rappresentato al teatro Litta di Milano a partire dal 13 marzo lo spettacolo Piccolo Uovo, indirizzato a bambini da 3 a 6 anni, pubblicizzato nelle scuole. Alla prima rappresentazione ci saranno 180 bambini. Basta guardare la locandina per rendersi conto di come si sfasciano le famiglie e i bambini. Maria Gonano

 
01/03/2013 - Ben detto (Anna Alemani)

Nessuno lo ha mai descritto con tanta precisione: l'accanimento contro i bambini è il principio dell' odio verso tutto ciò che disturba perché è diverso. il ribrezzo per il rapporto con un qualunque tipo di altro. il fatto è che se facciamo fuori i bambini siamo proprio alla fine del loop...