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Cronaca

THYSSEN & ILVA/ L’operaio sopravvissuto: i miei colleghi morirono senza colpa, ai giudici non interessa...

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Ce ne sono tra tutti i soggetti in gioco, a partire, indubbiamente, dalla politica. C’è, per esempio, un serio problema di ispezioni. Il numero dei tecnici della sicurezza è estremamente esiguo, e non è possibile procedere con interventi qualitativamente e quantitativamente congrui. A questo si aggiunge una scarsissima considerazione delle Rls, i rappresentati dei lavoratori della sicurezza che, spesso, scontano una certa solitudine, e non sono messi nelle condizioni di rispondere alle esigenze dei lavoratori.

 

Sul fronte legislativo, cosa suggerisce?

Cercherò di portare avanti delle proposte già presentate nella passata legislatura. Credo, anzitutto, che si potrebbe ridurre la contribuzione Inail a carico delle imprese per quelle virtuose. Occorre, inoltre, rivedere il testo della legge sui risarcimenti che, in certi casi, sono un insulto ai familiari, come quando il massimo che si può ottenere è il pagamento delle spese per il funerale. Deve, infine, affermarsi la cultura secondo cui un’impresa che rende protagonisti i lavoratori e rispetta le regole non ha problemi di produttività. 

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
01/03/2013 - Le colpe sono dei politici, non dei giudici (Giuseppe Crippa)

La rabbia dei parenti delle vittime è comprensibile ma anche il lavoro dei giudici va rispettato: in fondo hanno solo detto che i dirigenti non volevano direttamente uccidere gli operai (omicidio volontario con dolo eventuale) anche se li hanno esposti a gravissimi pericoli, commettendo quindi il reato di omicidio colposo con l’aggravante della colpa cosciente. Anche in questo caso le colpe della politica – ben descritte dall’intervistato – sono ben più gravi di quelle della magistratura.