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Cronaca

CONCLAVE 2013/ Allen: le tre sfide che complicano tutto

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Il prossimo Papa dovrà avere per forza una visione globale della Chiesa, non potrà focalizzarsi troppo sull’Europa o sull’Occidente, ma dovrà avere in mente i cattolici di tutto il mondo. In secondo luogo dovrà avere una grande capacità di evangelizzare, cioè di rilanciare le missioni e di rendere la Chiesa accessibile alla gente. Terzo, il nuovo Papa dovrà essere molto abile nel governare la macchina della Chiesa, a cominciare dalla Curia romana.

 

Non è facile avere tutte e tre queste caratteristiche insieme …

Il punto è che nessuna di queste tre prerogative è meno importante delle altre, e ciò rende questo Conclave particolarmente difficile perché nessuno dei cardinali incarna perfettamente tutte e tre.

 

Che cosa cambierebbe per l’opinione pubblica Usa se fosse eletto un Papa americano?

La prima conseguenza da un punto di vista mediatico sarebbe che il Vaticano per gli americani diventerebbe la nuova Casa Bianca. Si trasformerebbe cioè nell’istituzione più centrale e importante per l’attenzione del pubblico Usa, con un Santo Padre che si trasformerebbe in una sorta di presidente, dal punto di vista politico e mediatico.

 

I cardinali americani O’Malley e Dolan hanno le qualità per essere il nuovo Papa?

Entrambi sono plausibili ma non probabili. Le chance di un Papa americano sono ancora abbastanza lontane, ma nel corso del Conclave molte cose possono cambiare. Poniamo per esempio che all’inizio ci sia sostegno per i cardinali Angelo Scola, Marc Ouellet, Odilo Pedro Scherer, ma che nessuno di loro ottenga i due terzi dei voti. A quel punto molte altre personalità entreranno nell’agone, e sia O’Malley sia Dolan potrebbero diventare un’ipotesi reale.

 

Per il Pew Center, il 51% dei cattolici Usa spera in un Papa tradizionalista e il 46% in uno innovatore. Come interpreta questo dato?

Il significato è che i fedeli americani sono divisi, e questa non è una notizia. Negli Stati Uniti ci sono 75 milioni di cattolici, e all’interno della loro comunità c’è un po’ di tutto. Il prossimo Papa, non solo nei confronti dell’America ma di tutto il mondo, dovrà avere una capacità di costruire ponti tra le correnti diverse, di essere un Pontefice nel vero senso della parola. E non mi riferisco a concetti banali come destra e sinistra, conservatori e progressisti, ma al fatto che dovrà essere il Papa di tutti, e questa non sarà una sfida facile.

 

In che modo andrà affrontata la nuova evangelizzazione dell’Occidente?

La sfida centrale per la nuova evangelizzazione dell’Occidente è che la Chiesa ha un pubblico che pensa di sapere già che cos’è la fede cattolica, ma molto spesso si basa su convinzioni che sono più mitologia che realtà. La Chiesa deve quindi avere la capacità di spiegarsi, reintrodursi, ripresentarsi in un modo più convincente a un pubblico che è abbastanza chiuso nei confronti del messaggio della Chiesa proprio per una forma di preconcetto.

 

(Pietro Vernizzi)

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