BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

CONCLAVE 2013/ Allen: le tre sfide che complicano tutto

Per JOHN ALLEN, è un Conclave senza nessuna figura di spicco favorita fin da subito, come Ratzinger nel 2005, e le divisioni tra i porporati possono rilanciare lo scenario di un outsider

InfoPhotoInfoPhoto

“Quello che inizia oggi è un Conclave senza nessuna figura di spicco in grado di partire fin da subito come favorita. Nel 2005 Joseph Ratzinger è stato dall’inizio sotto gli occhi di tutti, stavolta negli incontri preliminari è emersa un’incapacità dei cardinali a fornire un’indicazione precisa”. Ad affermarlo è John Allen, vaticanista americano del National Catholic Reporter, secondo cui “proprio le divisioni tra i porporati possono rilanciare la candidatura di un cardinale Usa. Per tutti gli americani diventerebbe una guida indiscussa, in grado di offuscare il ruolo della stessa Casa Bianca”.

Allen, qual è il suo bilancio delle Congregazioni cardinalizie che si sono concluse ieri?

Le Congregazioni sono state molto simili a un Sinodo. Ci sono stati molti interventi sulla situazione generale che il Cristianesimo si trova ad affrontare. E’ mancata però un’indicazione precisa su chi sarà la persona che porterà avanti il progetto della Chiesa. Il problema è che i cardinali hanno identificato tantissime sfide, tantissimi temi, ma finora non si sono focalizzati su nessun candidato.

Significa che sarà un Conclave molto lungo?

Molto è un termine ambiguo. Non mi aspetto certo un Conclave di un mese, ma prevedo che durerà di più rispetto a quello del 2005. Il compito dei cardinali questa volta è più complicato, e quindi non mi stupirebbe se durasse tre giorni, o anche tre e mezzo.

Perché stavolta i cardinali sono divisi?

Il problema centrale è che stavolta non c’è un altro Ratzinger. Otto anni fa c’era un candidato sotto gli occhi di tutti, un frontrunner tangibile più forte degli altri. In questo momento invece ci sono quattro o cinque candidati plausibili e forti, che riscuotono dei consensi tra loro grossomodo equivalenti. Le norme sul Conclave prevedono però che per eleggere un Papa sia necessario un accordo tra i due terzi dei cardinali elettori, cioè in tutto 77 voti.

Quale sarà la sfida più grande che attende il nuovo Papa?

Da quanto mi hanno raccontato i cardinali in questi giorni, il nuovo Pontefice avrà di fronte a sé almeno tre sfide, ciascuna delle quali sarà fondamentale.

A che cosa si riferisce?