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CONCLAVE 2013/ Dall'Extra Omnes alla fumata bianca: come avviene l'elezione del nuovo Papa?

Pubblicazione:martedì 12 marzo 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Il nome del nuovo Papa dovrà aver preso una maggioranza qualificata di due terzi dei voti: se dopo la 33esima o 34esima votazione questa non sarà stata raggiunta, si passerà obbligatoriamente al ballottaggio fra i due cardinali che avranno ricevuto il maggior numero di voti nell'ultimo scrutinio (e anche in questo caso servirà la maggioranza dei due terzi.

Una volta stabilito l’eletto, uno tra il decano, il vice decano o il primo cardinale dei cardinali vescovi si rivolgerà al nuovo Pontefice chiedendo: “Acceptasne electionem de te canonice factam in Summum Pontificem?” (Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?). Dopo la positiva risposta, giungerà una nuova domanda: “Quo nomine vis vocari?” (Come vuoi essere chiamato?), a cui il Papa dovrà rispondere con il nome pontificale. È a quel punto che le schede verranno bruciate nella stufa, mentre in un'altra stufa verrà acceso il fumogeno per indicare la fumata bianca ben visibile da piazza San Pietro.

Al termine del Conclave, il nuovo Papa si recherà nella cosiddetta “stanza delle lacrime”, dove indosserà per la prima volta i paramenti papali.

Vestiti i panni da Pontefice saluterà i fedeli dalla Loggia delle benedizioni della Basilica di San Pietro. A precederlo sarà il cardinale protodiacono, il francese Jean Louis Tauran, che annuncia alla folla la formula di rito che inizia così: “Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam”. Un indizio significativo sulla direzione che il successore di Benedetto XVI vorrà dare al suo pontificato arriverà dal nome che verrà scelto.



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