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Cronaca

CONCLAVE 2013/ Il toto Papa letto sulla stampa staniera

Ieri è iniziato il Conclave e su tutte le pagine dei principali giornali internazionali compare la foto della fumata nera.Molte le riflessioni sul futuro della Chiesa, ferita dagli scandali

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Ore 19.41 di ieri. Fedeli e giornalisti con il naso all’insù rivolti verso il comignolo della Cappella Sistina per vedere di che colore fosse la prima fumata di questo conclave. È nera. Il successore di Benedetto XVI ancora non è stato eletto dai 115 cardinali. Pochi attimi e la notizia fa il giro del mondo. Appare sulle prime pagine online della maggior parte dei media internazionali: dalla britannica Bbc alle americane Cnn e Wall Street Journal, dal francese Le Figaro allo spagnolo El Pais, fino all'emittente araba Al Jazeera e all'argentino La Nacion. Sulla home page dell’americana Abcnews capeggia una grande foto della fumata nera, la stessa che appare un po’ ovunque. Una grande foto che ritrae i cardinali che entrano in cappella Sistina appare sull’edizione odierna de Le Figaro. Quasi tutti dedicano edizioni speciali al Conclave, ovviamente analizzando quello che succede, cercando di carpire qualche informazione in più e dando i nomi dei favoriti nella corsa a diventare il prossimo successore di Pietro. I giornalisti di tutto il mondo si interrogano sulla figura del prossimo pontefice, spesso rimarcando il desiderio di vedere risorgere un’istituzione ferita dagli scandali sessuali e non solo. È in questa direzione che va il tedesco Tagesspiegel che in apertura ieri titolava “Il desiderio di rinascita”. “Sfogliando” le pagine web dell’inglese The Indipendent troviamo anche i potenziali favoriti a partire dall’argentino Leonardo Sandri, il brasiliano Odilo Pedro Scherer e l’italiano Angelo Scola. Circolano gli stessi nomi anche sui giornali spagnoli che puntano soprattutto su Scola e Scherer. È caccia al successore di Papa Ratzinger anche su Le Figaro che osserva come “senza cercare un nuovo Giovanni Paolo II, i cardinali tenteranno di trovare un uomo di carisma e di contatto per la Chiesa e per il mondo senza tralasciare il ruolo capitale di segretario di Stato, sul quale penderà il compito delle riforme”. Le Monde dedica un servizio speciale con tanto di foto dei due predecessori Papa Giovanni Paolo II e Benedetto XVI insieme e titola “Quale nome per il Papa?” e inizia chiedendosi “Sarà Paolo VII, Giovanni Paolo III, Benedetto XVII o Celestino VI…”. E se i porporati più favoriti prima della chiusura delle porte dalla Sistina sembravano essere Angelo Scola e Odilo Pedro Scherer, c'è chi dice che, nel caso in cui tutte le fumate di oggi dovessero essere nere, la corsa dell'italiano subirebbe una battuta d'arresto: l'arcivescovo di Milano viene in alcuni casi anche criticato, in particolare da due anonimi porporati intervistati dal Wall Street Journal. Si legge, infatti, che secondo un cardinale europeo Scola sarebbe "troppo legato alla politica", mentre secondo un altro godrebbe di un buon consenso solo al di fuori dei confini italiani. Altri cardinali, infine, hanno criticato i legami con la politica e con Roberto Formigoni, nonostante il portavoce di Scola, don Davide Milani, abbia più volte escluso ogni coinvolgimento dell'arcivescovo nella carriera politica dell'ex governatore lombardo.